Site icon Toni Fontana

Sognare come forma di pianificazione

È possibile che sognare sia una forma di pianificazione?

Sono un po’ di anni che sono travolto dalla quotidianità. Alcune delusioni e disillusioni, la malattia di mio padre, la pandemia (che ha appesantito e segnato la vita di tutti), una serie di sfortunati eventi, sono tutti elementi che mi hanno impedito, in questi ultimi anni, di sognare, di immaginare un futuro che vada al di là delle cose da fare questa settimana.

La malattia di un familiare ti schiaccia. C’è poco da fare. Ogni volta che ti concedi un battito d’ali, la malattia ti strattona a terra e ti ricorda di restare basso. La catena della malattia è troppo corta per permettersi di guardare in alto.

Eppure, tra alti e bassi, per qualche strano senso di sopravvivenza e grazie a tutto quello che ho sognato negli anni passati, sono riuscito a tenere vivo il mio lavoro e il blog, che, grazie all’interesse della mia nicchia, è cresciuto.

Non è tutto oro quel che luccica

Certo, forse, avrei potuto fare di più. Forse avrei potuto sforzarmi di sognare come ai vecchi tempi. Forse avrei potuto pormi in modo diverso. Non lo so. Forse sono troppo immerso e coinvolto per rendermene conto. Ma io riesco a vedere certi limiti oggettivi che non mi permettono di fare altro, oltre ai miei problemi personali.

Da un lato, diciamocelo sinceramente, in questi anni, l’architettura dell’informazione come disciplina non si è diffusa come si sarebbe meritata. Certo si è fatta molta strada, ma più che una diffusione capillare è diventata una disciplina di elite.

Dall’altro lato le aziende che hanno compreso il suo valore, si rivolgono principalmente ad agenzie e studi che vendono UX, architettura dell’informazione, ricerca di mercato e tanto altro in pacchetti all inclusive.

E infine, in Italia, per quel che riguarda il blog e per ragioni di cui vi parlerò nelle prossime settimane, la forte aspettativa del pubblico, intorno a chatbot, assistenza vocale e smartspeaker, si è fortemente sgonfiata.

Il mio blog c’è!

Ma una cosa è certa. Il blog esiste, c’è. Così come tante volte, anche nei momenti più bui, il blog mi ha aiutato a sopravvivere, io ricambio dandogli vita. La mia è una militanza per la disciplina che mi porta a partecipare in modo attivo e impegnato svolgendo la mia opera di propaganda e di blogging. Io ci credo.

Mi piacerebbe, poi, che questo blog crescesse ancora, che, fra 10 o 15 anni, possa tirare una linea di crescita ancora più marcata. Certo.

Come sarà l’architettura dell’informazione nel 2035? E quella del 2050? E i chatbot o gli assistenti vocali, avranno usufruito del mio, del vostro, del nostro contributo? Come saranno le interfacce vocali negli anni 30? Quali parole si potranno esprimere? Quali emozioni si proveranno?

Devo dire che è un privilegio poter scrivere su una disciplina che amo. E sono felice di poter dare voce a ciascun professionista che vuole inviare un messaggio attraverso un sito web, un contesto digitale, e insomma attraverso un web migliore. Amo il mio lavoro.

Sono convinto che i prossimi anni a venire saranno difficili, selvaggi, avvincenti, pieni di alti e bassi, ma comunque anni di sperimentazioni e di sfide. Il web divora molta energia elettrica. Chissà, se sarà ancora disponibile. Chissà cosa ci insegneranno, questi anni!?

Vorrei raccontare le vostre storie

Sarebbe un vero onore avere l’opportunità di raccontare le storie delle persone, di dare spazio e luce a professionisti e professioniste di ogni ordine e grado. Vorrei che questo blog, come punto di riferimento, potesse ispirare, coinvolgere, divertire.

Certo, c’è un problema di sostenibilità. Come può sopravvivere un blog online per 15 anni? Basteranno le mie sole forze? Ci vogliono persone che scrivono, professionisti disposti a mettersi in gioco, a raccontare e a raccontarsi.

Insomma, tra 15 anni vorrei essere orgoglioso di quello che ho fatto. Senza essere stato isola in mezzo al deserto.

L’architettura dell’informazione non è certo un mondo molto conosciuto, sebbene siano stati fatti passi in avanti in questi ultimi due decenni. Ma è ancora considerato un ambito elitario, che si rivolge agli addetti ai lavori, che non sempre appaiono come una comunità.

Tra 15 anni vorrei dire di aver favorito incontri positivi, relazioni costruttive, di aver incontrato colleghi creativi, designer, PR, agenti e talenti, tutti pronti a cambiare e migliorare il web.

Creiamo qualcosa insieme?

Certo, da solo è difficile realizzare una rivista online senza un team di talenti, al fianco dei lettori. Chi ci riesce possiede talenti ben superiori ai miei, contatti, esperienze, un cursus honorum di maggior rispetto, rispetto al mio.

Mi piacerebbe conoscere persone che abbiano voglia di scrivere, che abbiano il talento della divulgazione. Potresti essere tu, che leggi, o qualcuno che conosci.

A te lettore

A voi che leggete, l’arduo compito di accompagnare questi sogni e questi obiettivi.

Questo blog potrà crescere se ciascun lettore sentirà queste pagine vicine, se le riterrà meritevoli di un contributo, seppur minimo, di suggerimenti, come anche di critiche costruttive (cosa che richiede molto più tempo di un semplice complimento).

Insomma sarebbe bella la vostra partecipazione, il vostro coinvolgimento.

Sognare in grande, in questo tempo

Ma sono anche consapevole che il distanziamento, la solitudine, un mondo completamente cambiato, ci porta a chiuderci sempre di più, a guardare il nostro sempre più piccolo e sempre più arido orticello. Il trend è verso l’individualismo, non verso le comunità.

Quindi per quel che vale, per quel che posso, voglio incoraggiarvi, dicendo a voi quello che vorrei fosse detto, ogni giorno, a me.

Incoraggio tutti a sognare, a sognare in grande e pensare lungo, ad essere positivi, audaci; gentili, unici. Abbiate una voce autentica e, soprattutto, siate voi stessi.

Siamo in un momento storico davvero delicato e molto difficile. La pandemia, la crisi finanziaria e i cambiamenti climatici ci spingono con forza a grandi sfide. Se dobbiamo cambiare, dobbiamo cambiare radicalmente.

La costanza nel perseguire i propri sogni e obiettivi, l’etica del lavoro e uno stile personale, saranno ciò che ci guiderà verso un successo personale. Che non è per forza fama e ricchezza, ma anche semplice realizzazione di una vita serena.

Grazie sempre del tuo tempo

Grazie a tutti e a tutte coloro che dedicano del tempo a queste parole e a quelle che verranno.

Grazie a chi mi ha fatto un regalo e a chi sostiene il blog acquistando online.

Arrivederci al prossimo articolo, che arriverà presto ma senza più la periodicità settimanale. Ho da seguire anche altri progetti. Ma se volessi aggiungere il tuo contributo, basta un segnale e ne possiamo parlare.

Vi lascio con una citazione di Gloria Steinem, scrittrice, giornalista e attivista statunitense.

Senza salti di immaginazione o sogni, perdiamo l’eccitazione della possibilità. Sognare, dopo tutto, è una forma di pianificazione.

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