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Apple CarPlay e Android Auto

Apple CarPlay e Android Auto sono i nuovi sistemi di CAR ENTERTAINMENT che si trovano nelle auto di ultima generazione.

Quello che un tempo era l’autoradio, che stava in un DIN, adesso ha il doppio dello spazio (sistema 2DIN).

Ed è un piccolo hardware che accompagna gli autisti del nuovo mondo. Sul doppio DIN si installa un sistema operativo.

Aggiornamento Apple CarPlay e Android Auto

L’articolo è periodicamente aggiornato e migliorato con l’aggiunta di paragrafi e interi capitoli.

L’articolo Apple CarPlay e Android Auto, che parla dei due sistemi operativi, è stato scritto inizialmente nel 2015 e negli anni ho aggiunto sempre qualcosa per dare un servizio migliore ai lettori.

La parte sul sistema Amazon di Echo Auto con assistenza vocale Alexa è stata aggiunta nel tempo.

Se trovate incongruenze o errori potete commentare e segnalare. Già nel 2015 l’articolo fu scritto a più mani.

iOs 13 il nuovo sistema operativo di Apple

Con gli aggiornamenti Carplay subirà una rivoluzione per cui, le osservazioni e conclusioni fatte fino a marzo 2019 sono da prendere con le pinze.

Siri

Apple ha svelato la nuova versione del proprio sistema operativo mobile iOs 13. Un sistema operativo pensato appositamente per un’esperienza completa con gli iPad più recenti.

Tra le novità principali sul lato audio

Siri aggiorna la propria voce che dovrebbe essere ancor più naturale e più piacevole da ascoltare. Si avvarrà dell’ausilio dell’intelligenza artificiale.

Dal lato musicale supporterà le app di navigazione e musicali di terze parti e proporrà notifiche e consigli.

Il sistema sarà rilasciato a Settembre e l’assistente vocale potrà creare scorciatoie, condividere contenuti come canzoni o film e potrà integrarsi in modo più profondo con gli auricolari AirPods e Safari.

Carplay

Con il nuovo iOs 13 migliora appunto CarPlay.

Nell’home pagesaranno più disponibili più informazioni, l’applicazione dedicata alla musica sarà del tutto nuova e Siri lavorerà con Waze e con Pandora, ed occuperò meno spazio sullo schermo.

Siri e CarPlay saranno infatti integrati in modo che l’assistente vocale apple potrà effettuare suggerimenti durante la navigazione online, leggere i messaggi arrivati mentre si guida e aprire automaticamente il garage quando ci si avvicina a casa.

MotoriOnline si concentra sull’interfaccia spiegando che

Sinora, quando si utilizzava Apple CarPlay, era impossibile anche usare manualmente l’iPhone collegato, in quanto ogni app utilizzata sullo smartphone, veniva aperta automaticamente anche sul display dell’auto. Così venivano, ad esempio, tolte le mappe o la navigazione di chi stava guidando. Con la versione di iOS 13 non sarà più così, in quanto non ci sarà l’apertura automatica delle app dal telefono a CarPlay.

Aggiornamento Apple CarPlay e Android Auto Marzo 2019

Le aziende dei supporti hardware 2DIN inizialmente erano solo due. Kenwood e Pioneer. Oggi il mercato che si è allargato a dismisura. Anche aziende per lo più sconosciute ma comunque di alta qualità si sono lanciate. E sul mercato si trova di tutto. Basta fare una ricerca su internet e si trova un elenco abbondante.

Per i produttori di hardware, oggi, la vera guerra si combatte sulla possibilità o meno di permettere l’installazione di un sistema iOS o Android.

Apple Carplay

Carplay è la piattaforma di Apple dedicata all’uso dell’iPhone e all’intrattenimento in auto. E dalla presentazione ufficiale si mette subito in competizione con i navigatori satellitari.

Apple CarPlay è Il tuo copilota preferito.

È un modo più intelligente e più sicuro di usare il tuo iPhone al volante: si chiama CarPlay, e lo trovi su molti nuovi modelli di auto. CarPlay porta sul display della tua macchina le funzioni dell’iPhone che ti servono di più. Fatti dare indicazioni (mappe), telefona, invia e ricevi messaggi, ascolta la tua musica: sempre restando concentrato sulla strada. Connetti l’iPhone, e vai.

Apple è stata la prima a portare in produzione questo sistema di intrattenimento sulle auto. Anche se su una Ferrari. Per chi possiede un Apple iPhone 5S 16GB o un modello superiore come l’Apple iPhone 7 Smartphone 4G è la soluzione ideale per poter utilizzare le app di intrattenimento in macchina e aver garantita la sicurezza alla guida.

La Sicurezza, infatti, pare sia l’obiettivo principale a cui Apple non voglia, al momento, rinunciare. Infatti, non appena si collega lo smartphone al sistema, la maggior parte delle app e delle funzionalità dell’iphone vengono disattivate in automatico. In questo modo è impossibile distrarsi mentre si guida.

Per CarPlay sul mercato online si trovano il doppio DIN Pioneer SPH-DA120 Autoradio e il Sony XAV-AX100 SintoMonitor 2DIN, display da 6,4″ Touch Screen.

Siri, il punto di forza di Carplay

Uno dei punti di forza di Carplay è l’interfaccia vocale degli iPhone. Stiamo parlando di Siri, che attraverso l’uso di un microfono permette l’uso del telefono.

Siri, per chi non lo sapesse, è l’interfaccia sonora del mobile Apple. Siri ha una voce femminile e parla in modo colloquiale con l’utente Apple. Nell’immaginario americano Siri è una donna bionda, con meno di 30 anni. Siri risponde a molte domande, esegue comandi come leggere la posta, messaggi, o ancor meglio, ricercare musica sull’ Apple Music. Tra non molto, quando la tecnologia delle auto le renderà completamente autonome, pare entro 5 anni, sarà possibile chiedere anche di essere riportati a casa. Siri, in pratica, sta generando una user experience rivoluzionaria nel mondo dell’interazione (interfaccia) uomo macchina.

Siri è parte integrante del programma CarPlay. In pieno accordo con le direttive Apple, permette di non distogliere lo sguardo dalla strada e le mani dal volante.

CarPlay Apps

Le app vincenti sono principalmente quelle legate alla musica: Deezer, Spotify e TuneIn Radio, per esempio, per ascoltare musica e radio. E non c’è da sbizzarrirsi troppo. Sono solo 8 le applicazioni disponibili sul cruscotto e tra queste c’è la possibilità di ascoltare audio-libri.

Altro grande pregio, come tutti i prodotti Apple, Carplay non ha bisogno di alcuna configurazione. E quindi è di facile uso per qualunque utente.

CarPlay prevede l’utilizzo di un monitor touchscreen, multitouch e un processore che permette una gestione fluida nella grafica e nel feedback.

Come funziona Carplay

Guarda il video dimostrativo di Apple CarPlay del 2016.

Carplay: margini di miglioramento

Date le restrizioni per la sicurezza e le politiche strutturali di Apple i margini di miglioramento sembrano essere tanti.

Intanto l’ossessione alla sicurezza sta fortemente limitando la produzione di applicazioni dedicate. Come dicevamo molte funzioni dell’iPhone si disattivano. Se da un lato questa politica può essere condivisibile, alcune mancanze dall’altro lato sono abbastanza rilevanti. Ci si augura che alcune apps saranno potenziate e migliorate.

E se hai già una macchina? Pioneer

Pioneer, come già indicato, offre tutta una serie di sistemi doppio DIN dedicata all’adattamento della tua vecchia auto al nuovo sistema Carplay o Android auto. A seconda dello smartphone che hai. Nella serie Avic si trova il Pioneer, Avic-F80Dab, che è anche autoradio. Oppure il modello superiore Pioneer AVIC-F960DAB con antifurto.

Android Auto

Molto diversa è la politica di Google Android Auto che non pone tanti limiti o particolari restrizioni sull’uso di terze parti. Anzi. A mio parere, le estreme possibilità di libertà su questo sistema potrebbero mettere a rischio la sicurezza della guida. E pare strano che non si trovi una via di mezzo. Ad ogni modo. Qualche limite c’è. E i limiti presenti vengono automaticamente sbloccati quando la macchina viene parcheggiata.

Limiti di Android Auto

Con il sistema Google Android Auto, infatti, i limiti sono l’uso di Google Lollipop, che è la versione mobile di Google non ancora tanto diffusa. Per il resto si possono utilizzare tutte le possibilità offerte dalle aziende produttrici dell’hardware, sia del 2DIN, sia dello smartphone.

Anche per Android Auto ci sono poche app a disposizione ma si aspettano gli sviluppatori che potranno sbizzarrirsi.

Possibilità di Android Auto

Con Android Auto, dove l’hardware lo permette, si potrà far uso di cd, chiavette usb o hard disk. Le schede sd o microsd si possono utilizzare per caricare mappe per il navigatore o per la visione di video o immagini. Le plance doppio din Android supportano file audio .mp3, .wav, .ogg, .wma, .flac ma anche video come .avi, .divX, e immagini .jpeg.

Ci si interfaccia tramite Google Now. Si può far uso di WhatsApp, Skype, Google Play Music, Spotify, e lettori podcast, e manco a dirlo, si può gestire l’autoradio FM/AM e, dove ancora l’hardware lo permette, ascoltare radio satellitari.

Il telefonino anche se connesso al sistema resterà comunque libero, e se non ci si connette volontariamente ad internet non si ha consumo di dati.

Più connettori e sensori possiederanno gli hardware e le auto, più possibilità di connessione si potranno avere con la propria auto. Telecamere dedicate, controllo del motore e pneumatici, consumi e tutta la diagnostica di bordo e quant’altro potesse essere di nostro interesse. Insomma chi più ne ha più ne metta.

2DIN con Android: facciamo chiarezza

Daniele Favilla, Fondatore del progetto Web Car Stereo Center e 2DIN Blog, che ringrazio per il tempo che mi ha dedicato, mi ha scritto. Daniele mi segnala di non far confusione tra Google Android Auto e funzionamento 2DIN con Android. E mi scrive.

Google Android Auto ha un funzionamento del tutto simile a CarPlay ma con il vantaggio che i licenziatari che hanno la possibilità di sviluppare Apps sono molti di più. Anche il comparto Music di Android Auto offre un controllo simile alla gestione di un iPod ed ha un collegamento preferenziale con Google Play. Anche su Android Auto il telefono viene bloccato ma le notifiche sono attive, cosa che CarPlay non ha per le app non incluse. Su una cosa hai però ragione. Utilizzare Android Auto dipende dall’hardware esterno, dallo smartphone. Pur essendo diffuso è legato a Lollipop non tutti i dispositivi compatibili sono in grado di avviarlo correttamente. Qui entra in gioco la Ram ed il processore del telefono. In tutte le prove che ho fatto, solo sistemi “realmente” top di gamma sono stati in grado di avviare Android Auto.

Margini di miglioramento Google Android Auto

Insomma, pare di capire, che anche qui ci sono ampi margini di miglioramento.

Per  Android Auto sul mercato online si trova il già noto Sony XAV-AX100 SintoMonitor 2DIN compatibile sia con Android Auto, sia con Carplay.

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Stavo per dimenticare Mirror Link

In questa guerra tra i due giganti non potevano e non possono mancare certo le case di produzione di brand che lavorano intorno al mondo automotive. Per comprendere a pieno cos’è il Mirror Link ho fatto ancora riferimento a Daniele Favilla, che usa e testa, personalmente, questa strumentazione. Daniele mi ha concesso di trarre alcune informazioni dal suo esaustivo e indipendente articolo “Mirror Link. Cos’è e come funziona” tratto sempre dal suo 2DINBlog.it . Se siete interessati vi consiglio la lettura integrale per esaminare tale tecnologia in tutte le sue parti. Daniele scrive:

“Il Mirror Link è costituito da una tecnologia di collegamento tra uno smartphone ed un sistema di Infotaintment compatibile.” […]

E da quanto ci dice, la mancanza di una sua identità deriva dalla

implementazione di Mirror Link da parte delle aziende interessate (che) varia da caso a caso sia a causa delle esigenze di personalizzazione, un po’ come avviene con il sistema operativo degli smartphone con essa compatibili, Android, sia per la presenza di applicazioni specifiche che impattano sul layout modificandone l’aspetto.

Dal punto di vista audio, Mirror Link, di base, appare più forte dei suoi concorrenti. L’ascolto e la gestione dei contenuti web audio e radio, lo spazio ad applicazioni musicali o all’ascolto di audio libri, pare che sia alla base di molte app già approvate.Ed insomma è un sistema da approfondire.

E se volete vedere le capacità potete guardare qui l’ Upgarde versione capacitivo da 7 pollici touch screen con telecamera posteriore.

Conoscere Mirror Link

Su questa tecnologia Favilla ritiene che ci sia una mancanza di conoscenza generale e conclude:

Ritengo però che così come CarPlay, Android Auto, Smart Access, Appradio Mode ed App Link, anche Mirror Link sarà in futuro uno dei fattori principali di scelta di un sistema di Infotaintment anziché un altro, di una vettura invece di un altra o di un telefono al posto di un equivalente non compatibile perché l’utilizzo di uno smartphone da parte del conducente è sempre più pervasiva e in futuro sarà ancora più sinergica!

L’XSD Andriod 5.1 autoradio 2 DIN Adatta per BENZ A-class W169 B-class W245 con supporto lettore di navigazione DVD, GPS, macchina fotografica, Bluetooth, macchina fotografica. In un video trovi le prove dal vivo di tutti e tre i sistemi, con tre smartphone diversi.

Media station

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Phonocar è una plancia che legge quasi di tutto. Ha in dotazione due porte USB e un incresso per SDCard. E si può collegare anche allo smartphone. Il bluetooth invece ha delle limitazioni. Nel senso che non legge le cover dei dischi. Ma poi legge anche i formati video.
Si tratta di una plancia molto intuitiva, e di facile uso. E’ anche disponibile una gestione gestuale per mandare avanti o in dietro i brani. Ma è possibile collegare, se si preferisce i comandi con i comandi al volante.

Tra le media station sicuramente il Phonocar VM 039 è completo e affidabile.

Politiche delle case automobilistiche

Parlando invece delle auto che supportano il nuovo sistema ideato da Apple, oltre alle primissime Ferrari, Mercedes-Benz e Volvo, la piattaforma è compatibile anche con altri brand. BMW Group, Ford, General Motors, Honda, Hyundai Motor Company, Jaguar Land Rover, Kia Motors, Mitsubishi Motors, Nissan Motor Company, PSA Peugeot Citroën, Subaru, Suzuki, Toyota Motor Corp.

Le altre case autobilistiche cercano di integrare tutti i sistemi lasciando all’utente la possibilità di scegliere tra CarPlay, Android Auto o MirrorLink. Solo per dovere di cronaca, in quanto trascende da questo blog, accenno allo scontro in atto tra le case automobilistiche che propongono o meno i due/tre sistemi operativi di serie.

Le questioni sono molto rilevanti e di grande importanza. In primissimo piano ci sono la questione privacy degli automobilisti, lo scambio dati tra sistema operativo e sistema elettromeccanico, la raccolta dati sulle abitudini e consumi degli automobilisti. Se vi interessa vi propongo un articolo del POST a riguardo. Non si deve dimenticare che Google sta lavorando per entrare nel mercato delle auto con una macchina che guida da sola.

Questo solo per sottolineare che il comportamento delle case di produzione automobilistiche è ancora molto cauto. E’ anche per questa ragione che preferiscono proporre i loro sistemi di serie.

Apple CarPlay e Android Auto. Un flop?

Alcune riviste di settore, come AUTOMOTO.it hanno messo in evidenza (Dicembre 2015) la scarsa diffusione dei sistemi e sostengono che si tratti solo di un mezzo flop.

Una ricerca di JD Power intitolata DrIVE (Driver Interactive Vehicle Experience) ha interpellato 4.200 proprietari di vetture di ultima generazione a 90 giorni dall’acquisto ed ha chiesto loro come valutano il loro rapporto con 33 funzionalità tra le più moderne.

ben il 43% ha dichiarato di non avere mai usato i sistemi di assistenza vocale, il 38% di non essersi mai collegato a Internet attraverso il wi-fi di bordo, il 35% di non aver mai usato i sistemi di parcheggio automatici, il 33% di non aver mai attivato l’head-up display e il 32% le app native che i costruttori installano sui sistemi di infotainment.

A me pare un po’ affrettato (siamo nel 2015) tirare le somme su una tecnologie ancora tutta da sviluppare. I limiti che presentano e che abbiamo esaminato sono del tutto superabili.  E l’uso dipenderà anche dalla forza di lancio che si vorrà dare a questa tecnologia. Si tratta di sistemi ancora non del tutto accettati dalle case automobilistiche che hanno in mano la diffusione del prodotto. Senza il loro appoggio sarà difficile che l’uso decolli.

CONCLUSIONI Apple CarPlay e Android Auto

La gestione tramite comandi vocali rappresenta uno dei punti di forza di tutti questi sistemi. E comunque vada a finire, lo studio e lo sviluppo di questi sistemi porterà delle migliorie. Non solo in campo automotive ma anche su altri dispositivi.

Apple è avanti a tutti con Siri ma l’interesse verso l’intelligenza artificiale non è più esclusiva di poche aziende futuriste. Anzi!

Una cosa è certa! L’interesse è fortissimo e il panorama del tutto vergine. Il mercato delle App per auto potrebbe essere un mercato miliardario che si aprirà nei prossimi 5 anni. E tutte queste Applicazioni dovranno interfacciarsi con gli assistenti vocali. I produttori di parti terze come Alpine, Kenwood e Pioneer, nonostante tutto, stanno proponendo le loro versioni di plance compatibili e nessuno vuole farsi trovare impreparato.

Aggiornamenti Apple CarPlay e Android Auto

L’articolo è destinato ad essere aggiornato periodicamente. Spero di restare al passo. Anche voi, nel frattempo potete contribuire con segnalazioni e aggiornamenti tramite commenti.

Automotive Grade Linux

La sfida tra gli odierni sistemi intelligenti per auto si è notevolmente allargata. Oggi la tecnologia permette di avere prestazioni di controllo dell’auto senza margini di errore. Quello che manca oggi sono le infrastrutture.

Ad aver animato il mercato è stata comunque la comunicazione di Toyota in cui si dice che i sistemi 2DIN e di intelligenza artificiale non faranno uso né di Carplay, né di Android Auto. Ma appunto, faranno uso di Linux con il nuovo sistema operativo Automotive Grade Linux (AGL).

Linux OS, consentirà, secondo tradizione, lo sviluppo a chiunque sia in grado di sviluppare applicazioni. Portando all’estremo la personalizzazione del sistema. Toyota mette a disposizione le funzionalità di un software development kit con il quale gli sviluppatori potranno aggiornare in qualunque momento il sistema.

Nota di trasparenza Apple CarPlay e Android Auto

Questo post non è sponsorizzato! Non ho nessuna attività di vendita, montaggio e smontaggio dei prodotti presentati nell’articolo. I link commerciali rimandano ad Amazon per sostenere il blog.

Una premessa necessaria per i lettori. Personalmente non vendo, né monto questa strumentazione. Questo articolo è una analisi (anche sonora) sulle potenzialità di uno strumento in un mercato in evoluzione.

Già dal 2014, Apple e Google, si sono lanciati su questo mercato, allora, ancora del tutto vergine. Mercato che oggi si rivela molto ricco, sia in termini di business, sia in termini di innovazione. Le prime installazioni su auto sono arrivate agli inizi del 2015. Ma, come vedremo tra poco, i margini di miglioramento sono ancora notevoli.

Apple CarPlay e Android Auto permettono di introdurre in auto le potenzialità dei nostri smartphone. La semplicità dell’interfaccia è studiata per ridurre le distrazioni e rendere la guida sicura.

Per scrivere questo articolo ho letto tutto quello che ho trovato su internet e su riviste specializzate. E posso dire subito che, a mio parere, i limiti dei due sistemi stanno più che altro nelle eccessive restrizioni di un sistema (Apple CarPlay) e nelle eccessive aperture dell’altro (Android Auto).

Infine, questo articolo è stato pubblicato la prima volta l’11 dicembre 2015. L’ho rivisto e aggiornato in molte parti. Ma fondamentalmente, quanto già scritto è stato riconfermato.

Active Noise Control – l’esperienza sonora in auto

L’ Active Noise Control è una tecnologia in uso nel mondo del sonoro da diverso tempo. L’idea in sé è abbastanza vecchia, del 1934, con le prime applicazioni negli anni ’50 e poi per silenziare i rumori esterni alle cuffie nel 1986. La novità semmai sta nella sua applicazione all’interno delle auto.

Come abbiamo già visto nei post precedenti un’automobile ha suoni propri analizzati dalle case madri .

Riprendo quanto detto da Tim Maly qualche anno fa:

Ci può essere stato un tempo in cui i rumori di un auto erano semplicemente una conseguenza della sua funzione meccanica, ma quel tempo è passato da tanto. Come ogni altra componente della vettura odierna, l’esperienza audio è stata attentamente progettata e ottimizzato.
Non basta che l’auto funzioni perfettamente, ma è necessario si senta quanto l’auto sta funzionando bene. Il suono è parte dell’esperienza dell’utente, ed è anche una parte fondamentale dell’interfaccia utente.

Ed è proprio di questo che vi voglio parlare.

L’Active Noise Control in auto

Da alcuni anni si fa già uso della tecnologia Active Noise Control per la riduzione attiva del rumore all’interno dell’abitacolo ma solo per macchine top di gamma.

Cristiano Ghidotti, che ne parla nel suo articolo “Esperienza sonora in auto: il valore del silenzio”, scrive:

Active Noise Control mira ad incrementare il comfort e la sicurezza a bordo: si tratta di un modo originale di affrontare il problema, ponendo l’obiettivo di un miglioramento sostanziale dell’esperienza di guida e di viaggio.

Da Wikipedia capiamo il funzionamento

Il suono è un’onda che consiste in una fase di compressione e di una fase di rarefazione. Un altoparlante con tecnologia noise-cancellation emette due onde sonore: il suono che si vuole trasmettere e una seconda onda con la stessa ampiezza e con fase opposta rispetto al suono esterno che si vuole cancellare. Questa seconda onda e il rumore esterno si combinano (tramite un processo chiamato interferenza) e si cancellano.

In pratica tre microfoni percepiscono i rumori prodotti dall’auto nei punti più rumorosi: motore, trasmissione e attrito dell’aria. Le casse dell’auto produrranno delle onde analoghe che andranno ad interferire con le onde sonore dei rumori e le annulleranno, producendo, appunto, il silenzio.

Questa tecnologia è sta già usata anche in cuffie di alta qualità come vediamo spiegato in questo video di qualche anno fa.

Il rumore è un elemento intrusivo che riduce la capacità di concentrazione del guidatore e altera le funzioni di analisi del cervello, incrementando i livelli di distrazione e di stress.

Ma perché la necessità del silenzio in una macchina? Sulle lunghe percorrenze il rumore è sempre stato un grosso problema ma oggi inizia a subentrare anche un nuovo concetto di auto che sarà un luogo dove si svolgeranno anche altre attività, che non sia il guidare.

La macchina del futuro secondo Volvo

Anzi! Se guardiamo le notizie che ci arrivano da questo mondo l’interazione e la connessione con il veicolo saranno destinati ad essere sempre più pervasive. Ad ottobre 2015 Toyota presentava il prototipo dell’auto a guida autonoma che sarà pronta e in produzione per il 2020.

Sempre Toyota, a brevissimo, a gennaio 2016, aprirà una nuova società, la Toyota Research Institute Inc, con base a Palo Alto, nella Silicon Valley, vicino all’Università di Stanford, che si occuperà di intelligenza artificiale. L’investimento per i primi cinque anni di attività è di un miliardo di dollari.

L’iniziativa sarà guidata da Gill Pratt, già program manager presso DARPA e responsabile dell’evento Robotics Challenge, e avrà come obiettivo principale – nell’immediato – lo sviluppo di algoritmi informatici, tecnologie per l’interazione uomo-macchina e robotica per la riduzione degli incidenti automobilistici sulle autostrade e non.

E siamo solo all’inizio!

Assistenza vocale su auto connesse

L’assistenza vocale su auto connesse è una evoluzione naturale del modo di vivere contemporaneo.

Ho già parlato di Apple CarPlay e Android Auto così come ne ho parlato in parte riguardo ai settori in pieno sviluppo dove l’assistenza vocale sarà elemento principale. L’ho ricordato anche durante il mio talk al Wiad Palermo “Senti chi parla!”

E a ripetercelo è anche businessinsider da oltre oceano.

Il tempo

Il tempo è una misura limitata per l’essere umano. E la quantità di tempo trascorso per informarci e formarci si riduce o si amplia a seconda dei nostri periodi di vita. Per questo motivo chi produce contenuti, come il mio blog, (ma il problema è principalmente per i produttori di contenuti informativi, generalisti), ha sempre più difficoltà a conquistare lettori/consumatori.

Una piattaforma che può far recuperare un po’ di tempo alle persone è l’automobile. E nello specifico l’auto connessa.

Auto connessa

La macchina, fino ad oggi, è stata una proprietà, un veicolo che viene guidato. Ci fa risparmiare tempo nelle lunghe distanze, ce ne fa perdere, in mezzo al traffico, nelle distanze a breve. Per molti che ancora hanno macchine di vecchia generazione è ancora così. Le nuove prospettive d’uso della macchina, però, sono altre.

In futuro la macchina sarà un luogo dove incontrarsi e vivere parte della nostra giornata. In auto si svolgeranno video chiamate, riunioni di famiglia, riunioni di lavoro. Il tutto favorito dalla guida assistita che guiderà per noi e ci porterà a destinazione. Così come in questi giorni la sta presentando Renault al Salone di Ginevra di questi giorni.

EX Go Renault, guarda il video.

Ma oltre ai momenti di lavoro e convivialità, il tempo trascorso in macchina potrà diventare un momento di formazione e informazione.

Cosa che in buona parte avviene già, con grave pericolo per la circolazione. Nonostante i divieti e l’invito a guidare e basta, le persone che parlano al telefono, inviano messaggi, scrivono, senza curarsi della guida, sono sempre più numerose.

La radio

Già l’anno scorso io parlavo di auto come luogo ideale sonoro. È proprio questo spazio sonoro che ha salvato la radio.

E’ in questo spazio e la connessione con gli autisti in mezzo al traffico che gli ascolti restano ancora alti.

Con l’arrivo della connessione internet, sono convinto che la radio dovrà fare i conti con altri concorrenti. O magari troeverà una nuova vitalità. Almeno lo auguro a tutti i miei amici che in radio sono rimasti e ci lavorano.

Il tempo in auto

Sempre secondo businessinsider

Le persone trascorrono più tempo in auto ogni anno e la crescita delle auto connesse trasformerà probabilmente questi minuti supplementari in tempo digitale.

Ci sarà il bisogno di offrire servizi. E di conseguenza sarà necessario offrire approcci diversi.

L’assistenza vocale su auto connesse sarà all’interno di tutto il pacchetto.

L’auto a guida assistita

Già da questa estate si svolgeranno importanti esperimenti sulla guida assistita con l’introduzione di taxi in mezzo ad altro traffico.

Questo cambierà il modo di chiamare il taxi, all’interno dell’auto dovranno essere introdotti nuovi servizi. Le persone faranno sempre i propri affari, ma forse vorranno essere coinvolti in esperienze di viaggio nuove, inaspettate.

Fra qualche anno, forse anche Uber sarà un’altra cosa. Forse il mondo del traffico, sarà qualcosa che non esisterà e magari le nostre macchine in connessione con un sistema metropolitano ci farà risparmiare e/o recuperare altro tempo.

Cosa faremo del nostro tempo

Lo abbiamo detto altre volte. Come trascorriamo il tempo definisce chi siamo.

L’ecosistema delle auto connesse si evolverà, farà evolvere le nostre abitudini quotidiane. Le auto connesse modificheranno anche lo spazio che ci circonda, in quanto avranno bisogno di sensori e infrastrutture che oggi non sono presenti nelle nostre città.

Si modificherà il mondo dei media, nasceranno altri servizi, saranno disponibili nuove opportunità di lavoro. Certo, prima di tutto questo, vedremo molti lavori scomparire. Questo è il prezzo del cambiamento, delle rivoluzioni. E in particolar modo di una rivoluzione culturale così profonda come quella che stiamo vivendo.

Bohemian Rhapsody Cover show in car

Bohemian Rhapsody cantata e musicata all’interno di un auto è uno dei video da cui ho tratto in parte ispirazione per il post, in cui ho parlato dell’esperienza sonora in auto.

L’abitacolo dell’auto si trasforma facilmente in contesto sonoro. Molti gruppi di amici che amano la musica lo rendono un ottimo palcoscenico dove esibirsi.

Sono tante le cover cantate dentro un automobile e che si possono ascoltare navigando su youtube. Prendo ad esempio le cover di Bohemian Rhapsody per segnalarvi un ottimo articolo pubblicato in occasione dei 40 anni della pubblicazione della canzone Bohemian Rhapsody scritta da Freddy Mercury:

Bohemian Rhapsody, il mistero dei Queen. Un labirinto rock lungo quarant’anni

Testo e melodia Freddie Mercury li scrisse da solo, prendendo appunti su pezzi di carta e elenchi telefonici. Il brano fu pubblicato il 31 ottobre 1975, il significato resta un puzzle senza soluzione. Guerra, chiesa, eresia, confessioni, omosessualità, satana, peccato originale. Brian May: “Non credo lo sapremo mai, ma anche potendo non lo direi”

Da Repubblica del 29 ottobre 2015 – Katia Ricciardi

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