Se ti stai chiedendo come scrivere un blog,

come scrivere al meglio un contenuto,

non puoi pensare che basti leggere un articolo per riuscirci.

Questo articolo vuole essere un promemoria prima di tutto per me stesso,

Mentre per te che mi leggi spero possa essere di ispirazione,

come tanti altri articoli che avrai già letto,

in modo da darti degli spunti interessanti.

Un blog personale

Non ti sto a parlare di un blog personale che è diverso da un blog aziendale.

Le difficoltà di realizzazione sono diverse. Un blog personale è spesso portato avanti in solitaria.

E scrivere può diventare una pratica faticosa che richiede esercizio.

In un blog personale non si contano le ore che si dedicano alla realizzazione di un articolo.

Ciascuno di noi “blogger” ha o deve trovare il proprio metodo.

Scrivere e riscrivere

A me piace molto scrivere e riscrivere. Sebbene pianifico gli argomenti, di solito scrivo delle bozze più o meno lunghe, raccolgo appunti e link che metto da parte durante il mio tempo di ricerca. Leggo, scrivo, rileggo e riscrivo. Procedo per aggiunte e quando credo di aver aggiunto tutto elimino il superfluo, le ripetizioni. Riordino, creo i capitoli e infine, pubblico.

Non sono un copy writer puro. Questo lo sapete. Ma il mio lavoro specialmente sul versante della progettazione di chatbot è fatto di scrittura.

Così come 5 anni di blogging richiedono quanto meno un po’ di esercizio.

Ad ogni modo il mio punto di riferimento è certamente Luisa Carrada con i suoi testi; mentre nelle slide del mio corso faccio riferimento anche a Valentina Falcinelli.

Entrambe sono riconosciute come esperte da molte comunità e la scrittura aziendale è il loro mestiere.

Giardiniere o architetto?

Mi è molto piaciuto l’intervento di Thom James Carter che ricorda un’intervista di George R.R. Martin, autore della serie di libri Il Trono di Spade. Di cui il blog si è anche occupato per raccontare il suono dei draghi. in cui racconta di due modi di essere scrittore.

Come scrittore, o sei un giardiniere o un architetto.

Gli architetti sanno quante stanze ci saranno nella casa, che tipo di tetto avranno, dove passeranno i cavi, che tipo di impianto idraulico ci sarà. Hanno progettato e pianificato l’intera cosa prima ancora di inchiodare la prima tavola. I giardinieri scavano una buca, lasciano cadere un seme e lo innaffiano. Ma quando la pianta si alza e la annaffiano, non sanno quanti rami avrà, lo scoprono mentre cresce.

Esperienza individuale o collettiva?

Se stai leggendo questo articolo per iniziare a scrivere il tuo blog personale o professionale, il mio consiglio è quello di scegliere un pubblico, avere chiara la tua strategia, delimitare gli argomenti che vuoi trattare e iniziare a scrivere.

Cosa diversa è se devi scrivere in team o per una azienda.

Scrivere per una azienda

Attenzione che quanto sto per scrivere non sempre viene applicato dalle aziende complesse. Nelle mie esperienze professionali, si riesce a coordinarsi in due. Ma se si è un gruppo, quando ci siamo trovati più persone a scrivere su uno stesso sito, prevalgono le dinamiche di ufficio. Ciascuno scrive a modo suo, secondo il suo stile, nel migliore dei casi. Nel peggiore chi scrive meglio di altri ne approfittava per sottolineare le differenze o per mettersi in mostra con la dirigenza.

Se si vuole scrivere a più mani su uno stesso blog ci vuole convergenza su come scrivere un blog, intelligenza da parte di tutti, solidarietà tra le parti, forte senso di squadra e voglia di collaborazione. Purtroppo, sappiamo bene che non è facile applicare il buon senso e la teoria quando si ha a che fare con l’umanità delle persone e con l’umanità sottoposta a gerarchie in un mondo del lavoro come quello di oggi.

Radical collaboration

Sarebbe dunque necessario che le persone, i dipendenti, i colleghi fossero davvero una squadra. Una squadra che faccia le cose insieme, che abbia la gioia di fare qualcosa insieme.

Degli ottimi esercizi per cominciare sono dati da Maria Cristina Lavazza nel suo libro Radical Collaboration. Dico che sono si tratta di esercizi per cominciare perché sono validissimi e danno degli ottimi risultati durante i workshop e quando tra i partecipanti non ci sono interessi economici.

Dove invece ci sono interessi, rivalità e risentimenti, ci vuole la volontà delle persone, ma ci vuole anche un leader che faccia da collante. Non basta che il dirigente chieda ed ordini di lavorare insieme.

Il tono di voce

Ho già parlato del tone of voice come parte fondamentale di una content strategy.

Sarebbe bene, infatti, che una azienda abbia un’unica voce e che la sappia declinare in maniera intelligente su tutti i contenuti che produce. Alla fine i clienti e i lettori non sapranno mai se Tizio o Caio scrivono meglio di Sempronio; e poco gli importa. Se la voce non sarà unica, chi legge noterà solo cadute di stile. E alla fine, a perderci è l’azienda tutta o tutto l’ufficio, anche a detrimento di colei o colui che si sentono migliori dei colleghi.

Documentare i processi di scrittura

Innanzi tutto è necessario avere un referente della pubblicazione. Qualcuno che abbia chiaro come scrivere un blog e che legga la pubblicazione finale. Non è una questione di censura o di controllo, e non è detto che l’ultimo a leggere debba essere il migliore.

È sempre meglio avere quattro occhi su un documento o una immagine. E cosa che l’esperienza insegna, meglio che gli occhi di chi guarda per ultimo siano freschi, in modo che possano vedere refusi e dettagli che due occhi stanchi, che dopo ore di lavoro a schermo, non vede più niente.

Quindi è bene esplicare un metodo di lavoro da condividere.

Dopo aver deciso come documentare i processi di scrittura dei contenuti, il consiglio è quello di iniziare documentando il processo di pianificazione.

La scrittura non è solo l’atto di scrivere: l’intero flusso riguarda la pianificazione,

  • la scrittura.
  • la modifica.
  • la pubblicazione.
  • la governance.

La pianificazione

Per un post sul blog, il processo di pianificazione inizia con l’ideazione; considerando quale argomento è interessante, adatto al blog della tua attività e prezioso per i tuoi lettori.

Come spiega Rachel Leist di HubSpot: “

Un buon post sul blog è interessante ed educativo. I blog dovrebbero rispondere alle domande e aiutare i lettori a risolvere una sfida che stanno affrontando, e devi farlo in modo interessante “.

Il processo di pianificazione

In termini di flusso si presenta così

  • Pensa alle idee dei post sul blog.
  • Riduci le scelte a una.
  • Sottoponiti alla ricerca della concorrenza.
  • Considera gli elementi unici del tuo post.
  • Sottoponiti a una ricerca per parole chiave.
  • Crea una bozza del titolo del post.
  • Determina il conteggio delle parole del post.
  • Crea uno schema del post.
  • Chiedi a un grafico di creare immagini.
  • Fai sapere al tuo team su cosa stai per lavorare.

Queste sono la maggior parte delle migliori pratiche in materia di pianificazione. Ma altri includono

  • la stesura di una struttura per il post,
  • la comprensione del pubblico a cui si desidera rivolgersi,
  • la decisione sul conteggio delle parole,
  • la definizione di un obiettivo o di KPI per misurare l’efficacia del post
  • e la comunicazione al proprio team di ciò che si sta per iniziare a lavorare sopra.

Passa al processo di scrittura (effettivo)

Un processo di scrittura tipico come scrivere un blog può essere simile a questo che trovi di seguito.

  • Crea un nuovo documento in cui scrivere il post.
  • Ricontrolla la struttura del post.
  • Aggiungi il titolo abbozzato.
  • Torna all’inizio del documento e scrivi l’introduzione.
  • Aggiungi i backlink più appropriati al testo di ancoraggio corrispondente.
  • Chiedi a un collega di rivedere il lavoro tra pari e fornire la prima bozza di feedback, se possibile.

Una volta che una bozza è stata scritta, riordina e completa il post seguendo il processo di modifica.

Termina con il processo di modifica

Il processo di modifica può contenere i seguenti passaggi:

  • Correggi eventuali errori di formattazione.
  • Leggi l’intero post, ad alta voce.
  • Correggi errori di ortografia ed errori immediatamente evidenti.
  • Verifica la sintassi, il tono, la voce e l’uso della punteggiatura.
  • Dai la priorità alla chiarezza e alla leggibilità.
  • Assicurarsi che le statistiche e gli studi menzionati siano collegati.
  • Fare clic su tutti i collegamenti per verificare che nessuno sia danneggiato.

La struttura DMAIC

L’ottimizzazione dei processi è l’atto di rendere i processi più efficienti. Ed è una cosa che va fatta! Tutti gli attori devono poter dire la propria in modo che il processo sia accettato da tutti e sia più scorrevole.

un metodo per raggiungere una buona ottimizzazione è dato seguendo la struttura DMAIC

La struttura DMAIC è particolarmente utile in quanto è un framework collaudato per vedere attraverso i miglioramenti del processo.

  • Definisci: quale processo dovrebbe essere ottimizzato?
  • Misura: come si comporta attualmente?
  • Analizza: come può essere ottimizzato?
  • Migliora: in che modo può essere migliorato?
  • Controllo: come possono essere misurate le modifiche implementate e quando sarà riesaminato il processo?

Un altro framework è il PDSA – pianificare, fare, studiare, agire – che è molto simile a DMAIC .

Qualunque percorso di ottimizzazione del processo tu scelga dipende da te, assicurati solo che venga fatto.

Conclusioni

Il consiglio dunque su come scrivere un blog, un blog aziendale, è quello di rivedere periodicamente i processi ed ottimizzali in base alle persone di cui si dispone e in base alle varie situazioni in cui ci si trova.

Secondo la mia esperienza, quando si ha a che fare con molti contenuti, perdersi, nel tempo, è davvero facile.

Per questo è bene partire con il piede giusto, con una strategia e una progettazione. Non sempre sarà possibile seguire la strada corretta. A volte capiterà di seguire gli algoritmi di google, altre volte le giuste categorizzazioni e altre volte ancora andrai dietro la concorrenza che ti sembra ti stia per superare.

Il segreto, che segreto non è, è aver fatto i passi giusti alla partenza del progetto. Perché anche se si perde la retta via, avendo una strategia è facile ritornare alle origini.

In bocca al lupo e buona scrittura!