Amazon Alexa Echo è arrivata a casa mia! Qualche giorno di ritardo, in mezzo ad allerte meteo abbastanza gravi, ma ce l’ha fatta. Nelle prossime settimane vi racconterò le mie impressioni e come sempre le mie osservazioni. Anche se in questi giorni non potrò testarlo a lungo, ma ci sarà tempo.

Queste settimane sono colme di eventi. Arriva Amazon Alexa in Italia, Google Home si propone come assistente vocale senza paura. E come un battito di farfalla, arriva il mio corso di progettazione chatbot. E, per finire, l‘incontro con la comunità di Bari, per parlare di assistenza vocale, contesti sonori e sonorità.

Racconterò di come si evolve la reciproca conoscenza, tra me e Alexa. E ci vorrà del tempo. Purtroppo non faccio parte di coloro a cui è stato inviato già da giorni. In giro si trova già un bel po’ di materiale. Mi spiace. Qui il blog va lentamente. Cerco di ragionare, di pensare, di non farmi prendere dall’entusiasmo. Che già è difficile. Ad ogni modo, non è questione di velocità. A me, come a chi segue questo blog, piace comprendere.

Vuoi scrivere anche tu di Amazon Alexa?

Io ho già iniziato a chiedere in giro pareri ed opinioni riguardo questa tecnologia. Paura? Curiosità? Vedremo.

Già sui miei canali social si è alzata l’attenzione. In tanti mi hanno chiesto di far sapere loro la mia opinione. Son qua apposta!

Quindi commentate, o meglio, scrivetemi ad architettodellinformazione [at] gmail.com pubblicherò le vostre impressioni e le vostre opinioni. Ne scriverò e ne parlerò molto volentieri. Per cui se possiedi un dispositivo della famiglia Amazon Alexa fatti avanti.

Ai miei colleghi e ad altri esperti chiederò poi una chiacchierata da inserire tra le mie interviste.

L’arrivo di Amazon Alexa Echo

A quanto pare sono stato abbastanza fortunato ed ho ricevuto il pacco due giorni dopo il previsto. Chi ha ordinato un Amazon Alexa Plus a quanto pare dovrà aspettare ancora. Le istruzioni sono ridotte al minimo. E questo mi fa ben sperare. Mi immagino una presentazione in grande stile, un benvenuto, una presentazione tra trombe e violini.

Così apro il pacco e mi appresto a dare energia elettrica ad Amazon Echo. Ma niente trombe. Peccato.

Alexa mi chiede di configurare Echo attraverso l’applicazione e aspetta.

Devo ammettere, poi, che mi sarebbe piaciuto configurare verbalmente Alexa. Ma la configurazione avviene tramite applicazione, appunto. Ad indicare, forse, che sulla configurazione le persone hanno bisogno di una interfaccia visiva.

Scarica l’App Alexa

Vado allora a riprendere le istruzioni che mi erano arrivate già via mail. Mi accorgo solo in un secondo momento che all’interno del pacco c’è un bugiardino che spiega.

Leggo

Dopo aver ricevuto il tuo nuovo Amazon Echo, scarica l’App Alexa dal browser del tuo cellulare (andando sul sito https://alexa.amazon.it) o dal tuo Appstore preferito (per Android o iOS).

Il processo di configurazione verrà avviato automaticamente all’apertura dell’App. Durante la configurazione dovrai connettere Echo a Internet, quindi assicurati di avere la password della tua rete Wi-Fi a portata di mano.

Dopo aver effettuato la connessione e associato Echo al tuo account Amazon, potrai iniziare a usare il tuo dispositivo. L’App Alexa ti consente di gestire i tuoi contatti, consultare le Liste della spesa e di cose da fare, controllare da remoto la musica sul tuo Echo, collegare i tuoi account, accedere al menu Impostazioni e molto altro.

Perché non posso dettare la configurazione? Si tratterebbe di dettare la password del proprio wifi.

Grande capacità di comprensione e suono

Oltretutto Alexa comprende davvero in maniera sorprendente. E questa sua capacità mi fa dimenticare le due piccole delusioni iniziali. Alla parola di accensione Amazon echo risponde immediatamente. Ho la sensazione che sia molto più reattiva di Google Assistant. Comprende se accelero nel parlato. Comprende anche se le mie frasi si allungano.

Alexa è in allerta sempre. Posso alzare o abbassare il volume dello smartspeaker mentre è in esecuzione il brano.

Tra l’altro Amazon Echo possiede un suono potente ma equilibrato. Giorgio Robino mi diceva che il suo Amazon Dot tende verso i bassi. Al primo approccio devo dire che Amazon Echo ha un suono piacevole e non forzato. I bassi mi sembrano abbastanza equilibrato. E diciamo che oltre alla mia impressione uditiva, la presenza di un Amazon Echo Sub, un subwoofer per Amazon Echo, mi fa intendere che per chi ama i bassi si deve affidare ad un secondo strumento.

Anello luminoso di Amazon Alexa Echo

Configuro Amazon Alexa, configuro l’App Alexa e tutto mi sembra che funzioni alla grande. A questo punto faccio le prime domande e verifico il buon funzionamento dello smartspeaker. Funziona!

Ma Amazon Echo ha, nonostante tutto, una componente visiva di comunicazione. L’anello luminoso. Vedo, infatti, uno strano anello luminoso acceso. Quando Alexa ti ascolta questo anello è di un blu ipnotico. Ma senza ascolto e senza avergli chiesto nulla, l’anello luminoso è giallo. Chiedo ad Alexa una spiegazione. La risposta non è delle migliori. Ossia mi risponde di fare riferimento alla sezione assistenza del sito.

Non sarebbe opportuno insegnare ad Alexa come funziona? Immagino che l’assistenza debba risolvere problemi più grossi che non spiegare il funzionamento dell’anello luminoso. Tanto è vero che lì’esperienza di ricerca non è delle migliori. Per capire cosa accade ad Amazon Alexa devo cercare bene su Google. L’assistenza infatti comprende una guida completa di Amazon Alexa.

Scopro che ho un messaggio. Chiedo ad Alexa di leggermelo e lei lo fa. Si tratta di un messaggio che mi dice che io stesso ho configurato l’applicazione.

La reazione dei miei genitori

Dopo le prime prove e dopo aver ascoltato un po’ di musica, ho presentato Alexa ai miei genitori.

Con mia grande sorpresa si sono fatti delle grasse risate ad ascoltare Alexa. Lei che rispondeva alle mie domande sul meteo o che mi ha subito proposto una canzone napoletana per mio padre.

Mia madre ha fatto memoria di KIT: Supercar. Vi ricordate? È stata una lunga serie televisiva che abbiamo visto per tanti anni a casa mia. Chissà che la passione per l’assistenza vocale non sia nata anche da lì.

Mio padre, invece, ha rivelato di sentirsi come in un film di fantascienza. Davvero sorpreso e meravigliato di essere parte di un futuro a cui forse neppure pensava di poter partecipare.

Mi ha fatto davvero un gran piacere. Anche perché finalmente i miei genitori hanno capito di cosa scrivo su questo blog. Sapevano già, ma non riuscivano ad immaginare.

Vi terrò aggiornati sulle prossime prove!

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