Chi produce e sviluppa la tecnologia dell’assistenza vocale ha tutto l’interesse ad educare e insegnare come interagire con gli assistenti vocali.

Aziende come Amazon e Google, le uniche che hanno preso campo e che sono impegnate costantemente nello sviluppo e nell’implementazione di soluzioni di tecnologia vocale, inviano periodicamente nelle nostre caselle mail le loro novità.

Perché, per quanto il linguaggio sia naturale, ci sono ancora limiti da superare. E non tutti i comandi sono compresi come li comprenderebbe una persona vera.

Cinque consigli per interagire con assistenti vocali e chatbot

Su Cwi.it si sintezzano 5 consigli su come interagire con gli assistenti vocali.

  • Vai dritto al punto senza perderti in convenevoli
  • Non sentirti oggetto di valutazione
  • Rilassati subito: non dovrai più aspettare
  • Non temere per la sicurezza (quando il sistema è valido)
  • Sii chiaro, preciso e sintetico quando parli.

Questione di lingua e di linguaggio

La questione è ampia e come spesso ho detto anche nei miei corsi di progettazione chatbot, (il prossimo si svolgerà a Roma il 2 dicembre 2019) ciascun punto apre argomenti, temi e professioni, che né io, né questo blog può trattare in modo esaustivo.

Google e Amazon, dunque, sono impegnati anche ad educarci linguisticamente. Chiedono, nella nostra interazione con gli smartspeaker , di utilizzare un linguaggio secco, asciutto, senza fronzoli; un linguaggio che per forza di cose è molto diverso dalle conversazioni umano-umano.

Ne avevo parlato tempo fa in un articolo che ritengo ancora rilevante “conversazioni e assistenza vocale” a cui rimando per un approfondimento.

Dobbiamo sempre avere presente il fatto che per quanto chiamiamo queste interfacce conversazionali, di conversazioni, al momento ce ne sono poche.

E che sia una questione di linguaggio ce lo conferma che dietro Alexa ci sono due linguisti.

Seo e ricerca vocale

Questa nuova “alfabetizzazione” cambierà il nostro modo di parlare in futuro? Non saprei. Certo è che lo influenzerà tanto quanto questi dispositivi saranno parte delle nostre vite.

Google, nell’ultimo periodo, sta cambiando. Dopo anni di dare risposte, oggi comincia, su alcune parole chiavi, a suggerire pure le domande.

Google non è più (solo) un motore di ricerca e sempre più spesso prova a condizionare la nostra navigazione, in modo sempre più palese.

Per quanto mi riguarda, noto che rimanda sempre più verso bolle informative sempre più definite. Chi vuole usare canali diversi per formarsi deve fare un notevole sforzo.

Le persone hanno chiesto anche

La fatidica dicitura

Le persone hanno chiesto anche

condiziona i nostri ragionamenti che diventano guidati.

Di Ricerca vocale e SEO ne avevo già parlato, in parte, nel novembre del 2017. Oggi Google suggerisce in SERP domande che altri utenti avrebbero posto sul tema e propone quelle che il sistema ritiene le migliori risposte.

Il dialogo del futuro

In futuro molte più persone interagiranno con le macchine e con gli assistenti vocali. Così come oggi molti iniziano ad evitare di digitare sullo schermo e a dettare le proprie domande.

Qualcuno prevede che l’essere umano creerà un nuovo linguaggio capace di essere efficiente e insieme gradevole e naturale.

Si tratta di un processo in corso d’opera. A volte anche inconsapevole ma, dal mio umile punto di vista, inesorabile. Si veda anche il rapporto assistenza vocale e bambini.

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