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Come creare una casa intelligente con la domotica

Oggi, realizzare una casa intelligente è abbastanza facile. Io ho cominciato da poco. Al momento, ho installato un condizionatore e l’aspira polvere Roomba, che controllo entrambi con Alexa.

Presto avrò le luci e qualche presa, che di solito sono le prime cose che si acquistano insieme ad un assistente vocale.

La lista potrebbe essere ancora lunga.

Il problema da risolvere, penso la cosa riguarda buona parte delle persone comuni, di volta in volta, è che devo adattare i nuovi dispositivi su una casa pensata per essere del tutto analogica.

Casa smart significato

L’espressione Smart Home o casa smart o nella versione italianizzata “casa intelligente” si riferisce alla possibilità di gestire i dispositivi della propria casa in maniera automatica o da remoto.

In pratica avere una smart home significa avere una casa in cui gli elettrodomestici, le luci, la radio, i televisori e tutto ciò di elettrico che possediamo, siano connessa al wifi e alla rete internet.

Tutto questo può essere controllato attraverso applicazioni native dei vari dispositivi e attraverso assistenza vocale di cui mi occupo in questo blog.

Dai campanelli ai termostati

Il mercato offre una grande quantità di dispositivi che si possono controllare con la voce. Parliamo di campanelli con videocamere per vedere chi suona alla porta, o di termostati per impostare programmi abituali. Ma anche motorini per le tapparelle, luci e ripeto, tutto ciò che è automatizzabile.

Sarebbe bello poter pensare ad una casa intelligente fin dalla sua costruzione o ristrutturazione, ma spesso la casa te la ritrovi così com’è, costruita, nel migliore dei casi, da qualche decennio e, ahimè, pensata da altri.

Ad ogni modo, quando si inizia a pensare a creare una casa intelligente da controllare con la voce ci sono alcune domande comuni che ci si pone.

Cerco di rispondere.

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Quale assistente vocale dovrei scegliere?

Piccola premessa. Personalmente in casa ho uno smart speaker amazon Echo. Ho preordinato lo smart speaker quando è stato comunicato che stesse arrivando in Italia. Ed ho scelto Alexa, perché mi trovo molto bene con Amazon . Da quando vivo in provincia, i negozi locali non offrono tutto quello che offre il web e manca una flessibilità dei negozi di prossimità ad offrire un servizio su ordinazione.

Per cui molti acquisti sono costretto a farli su Amazon.

Scegliere un assistente vocale

Scegliere un assistente vocale significa legarsi al sistema da cui proviene. Per questo motivo bisogna capire a quale sistema o ecosistema si è già legati o a quale sistema vogliamo legarci.

Ossia, dobbiamo chiederci: facciamo molti acquisti su Amazon? Oppure preferiamo acquistare dallo Store di Google? O ancora, siamo sommersi da accessori Apple? Samsung è la marca di tutti i nostri dispositivi?

In base alle nostre risposte abbiamo già scelto il nostro assistente vocale di riferimento, ossia rispettivamente Alexa, Google Assistant, Siri o Bixby.

Attenzione, un assistente vocale non esclude l’altro. Anzi, in un futuro domotico probabilmente avremo tutti e quattro gli assisteniti.

Controlla ogni cosa con la tua voce

Al momento, se si vuole controllare ogni cosa con la propria voce la scelta è così obbligata. In particola modo se si vuole uno smart speaker si è obbligati a scegliere tra Amazon Echo e Google Home.

Si tratta ormai dei due smart speaker più popolari i cui assistenti vocali funzionano meglio di altri concorrenti (vedi Apple KitHome o altre sottomarche) e che si connettono ad un gran numero di dispositivi, che appunto si sono legati, a loro volta, a questi due ecosistemi.

Scegliere un altoparlante intelligente

Uno smart speaker, una volta connesso al proprio wifi diventa una centrale per controllare i tuoi dispositivi domestici, anche loro connessi.

Come ho già detto io posseggo un Amazon Echo e ne sono entusiasta. Alexa, poi. è sicuramente l’assistente vocale più acquistato. La qualità audio. le sue linee di design, la sua dimensione, la sua compattezza offrono grandi prestazione

Ma se si ha dimestichezza con il proprio Google Assistant, magari perché già si usa sul proprio smartphone , si può cominicare con Nest Mini.

Nest Mini è facile da configurare, regola automaticamente il volume della risposta dell’altoparlante quando c’è troppo rumore in sottofondo e risponde rapidamente ai comandi vocali. È leggermente più grande di un disco da hockey e viene fornito con un supporto a parete integrato sul retro per appenderlo facilmente.

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Gli smart speaker ascoltano tutte le nostre conversazioni private?

Secondo quanto dichiarato dalle case di produzione gli assistenti vocali ci sentono ma non ci ascoltano. Nel sensoche i microfoni ci ascoltano e stanno in attesa del comando di accensione., ma non registrano 24 ore su 24 ore quello che accade nella stanza.

Prima di ogni comando o richiesta, infatti, per ciascun assistente vocale è necessario ripetere la parola magica.

Un po’ come fossero degli bambini dormienti, che non ascoltano cosa gli accade intorno, ma che si svegliano se vengono chiamati per nome.

Qualcuno sostiene che dopo aver parlato di un determinato prodotto, si è ritrovato una qualche pubblicità poi in siti che frequenta sul desktop. Diciamo che non ci sono ancora prove di questo ascolto.

Si tratta di una questione molto delicata su cui Google ed Amazon tengono per dare sicurezza ai propri clienti. Avere la prova che avviene una registrazione continua potrebbe far crollare un mercato su cui stanno investendo molto.

Ma gli smart speaker stanno davvero mettendo in discussione la nostra privacy?

Nel blog mi sono occupato più volte degli assistenti vocali e la privacy. Così come mi sono espresso contro il modo di affrontare l’argomento da parte dei giornalisti. Senti chi parla. La mia opinione.

Gli smart speaker, come sempre detto, mettono in luce un problema che ha radici lontane. I nostri smartphone ci pedinano, i nostri browser controllano la nostra navigazione sul web, ciascun sito chiede di accettare dei cookie per poter servire meglio i propri lettori.

Personalmente, infatti, continuo a predicare (auto citandomi), che

si tratta di divulgare cultura digitale, di educare ed educarsi ad un uso consapevole di tutti i dispositivi.

Registrano cosa chiediamo

Quello che viene chiesto, dopo la parola di accensione, invece, viene registrato. Si. La nostra voce, il nostro comando, viene registrato e talvolta viene analizzato insieme alla risposta che l’assistenza vocale ha dato.

Questa analisi serve per verificare che la risposta sia stata corretta o per migliorare la comprensione dell’assistente vocale.

Alcuni giornalisti si sono scandalizzati perché alcuni dipendenti di Amazon, addetti a questo lavoro, si sono scambiati alcuni messaggi con questi vocali. Nessuno si è chiesto cosa si fossero scambiati. Magari qualche difetto linguistico o qualche richiesta assurda.

Ecco, diciamo piuttosto che semmai il problema sta in che tipo di domande facciamo e non nel dispositivo in se.

Cosa chiediamo?

Qualche lettore si lamenterà che divago con le “chiacchiere” rispetto al titolo. Ne parlerò più a lungo in un altro post. Ma anticipo già questo pensiero.

Stiamo attenti, semmai, a cosa diciamo e chiediamo al nostro assistente vocale. Se registra una mia incertezza linguistica, mi pare poca cosa. E la verifica da parte di un umano migliorerà certamente il grado di comprensione. E ci sta.

Purtroppo ci sono persone che parlano con gli assistenti, che li ritengono degli amici e a cui confidano e confessano le proprie vite. Tanto che se dici ad Alexa di essere triste o depresso, un messaggio ti invita a parlare con un amico.

Quindi è necessario essere consapevoli e mai sostituire l’empatia umana con un assistente vocale.

Quali sono i migliori dispositivi domestici intelligenti?

Se si comprende e si decide in quale ecosistema rientrare, non c’è un miglior dispositivo rispetto ad un altro. O meglio, la prima cosa da verificare è la compatibilità dei dispositivi.

Cioè se vogliamo il frigorifero con le telecamere interne e con cui comunicare per l’acquisto dei prodotti con un servizio delivery, stiamo già pensando a Samsung e a Bixby. Ci sono frigoriferi migliori? Può darsi. Magari un frigorista può parlarcene più approfonditamente nei commenti. Magari confermerà che si tratta di frigoriferi anche di alta qualità.

Se abbiamo l’abbonamento con iTunes o Apple Music, è evidente che già siamo più propensi ad acquistare un Apple HomeKit e usare Siri.

Compatibilità dei dispositivi

Dunque prima di tutto dobbiamo accertarci della compatibilità tra i servizi che vogliamo o che già possediamo e i rispettivi dispositivi o viceversa.

Google Assistant

Google è molto interattivo e può gestire fino a tre comandi contemporaneamente. Ed è integrato in almeno 30.000 dispositivi.

Alexa

Alexa vince la battaglia di compatibilità perché funziona con 85.000 dispositivi.

I costi di una smart home

Ovviamente l’acquisto di dispositivi connessi, di spine intelligenti o elettrodomestici che si connettono al wifi hanno un costo superiore rispetto agli elettrodomestici privi di connessione.

Che sia chiaro. Non è un regalo. La capacità di controllo con la voce ha un prezzo. Fortunatamente non eccessivo, ma appunto, non è gratuito ed è certamente di molto superiore alla spesa comune.

Per cui, anche all’interno dei dispositivi compatibili, poi c’è da fare una scelta di spesa non indifferente.

Per quel che mi riguarda, aggiungere il controllo vocale al mio condizionatore ha fatto lievitare di 50 euro il prezzo del condizionatore.

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Spine intelligenti

Le spine intelligenti o smart plug sono degli accessori che aiutano ad adattare dispositivi non connessi e che richiedono solo di un pulsante di accensione: di solito si tratta di luci, tipo piantane, radio, televisori.

Queste spine si collegano alle tradizionali prese di corrente e di solito hanno anche una propria applicazione per smartphone e che a sua volta viene connessa tramite skills di Alexa o Action di Google Assistant.

Per la loro facilità d’uso sono davvero il primo oggetto che la maggior parte delle persone acquista insieme allo smart speaker. La spina si inserisce in una presa elettrica standard e viene fornita con una, o due o tre prese frontali che possono essere controllate indipendentemente.

Alcune smart plug, offrono il monitoraggio energetico in tempo reale e raccomandano programmi di accensione / spegnimento in base all’utilizzo.

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Illuminazione intelligente

Per quanti riguarda l’illuminazione le migliori recensioni sono date alle luci a LED Philips Hue.

Le lampadine intelligenti offrono un interessante punto di partenza per coloro che vogliono farsi strada lentamente verso l’illuminazione domestica intelligente.

A quanto si dice sono facili da configurare ed hanno un’app intuitiva.

Mentre le spine intelligenti possono essere utilizzate per controllare le vecchie lampadine.

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Come scegliere l’illuminazione intelligente?

La prima cosa a cui si deve pensare è se stiamo adattando la nostra casa o abbiamo la possibilità di intervenire nell’impianto elettrico.

Al momento, le soluzioni più vendute sono gli accessori di adattamento come spine e lampade.

Gli interruttori invece richiedono interventi sull’impianto per sostituire gli interruttori manuali con gli smart switch.

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Lampadine intelligenti

Se si sta pensando di testare il campo e vedere l’effetto che fa ad avere una casa intelligente, la scelta delle lampadine intelligenti sono un ottimo modo per cominciare. Si usano come le comuni lampadine e non si devono toccare fili o cavi elettrici.

Tutto quello che si deve fare è avvitare la lampadina intelligente nella presa della luce e seguire le istruzioni di installazione nell’app della lampadina stessa.

Cosa hanno in più rispetto alle normali e comuni lampadine? Che nel loro programma includono la possibilità di cambiare colore, per esempio.

Questa è sicuramente la soluzione più facile. Ma bisogna tenere presente che la sostituzione di ogni lampadina può risultare costosa.

Interruttori intelligenti

Se si sta pensando di convertire tutte le luci contemporaneamente e quindi avere un controllo su tutta la casa, su tutta la casa intelligente, forse è preferibile pensare agli interruttori intelligenti. Non è necessario un elettricista, ma bisogna un po’ maneggiare i fili e aggiungere o sostituire i vecchi interruttori.

Se si acquistano gli interruttori si possono usare le lampadine comuni e quindi risparmiare sulla loro periodica sostituzione. Certo, non cambiano di colore, ma quello può valere per singole piantane o lampade sparse per la casa.

Un interruttore intelligente può controllare tutte le lampadine in un unico apparecchio. E se abbiamo luci dimmerabili, ossia di cui possiamo controllare l’intensità è possibile avere anche interruttori dimmer intelligenti a parete.

Centralina o no

Altro elemento da verificare è se i dispositivi hanno bisogno di una centralina oppure ne fanno a meno. La centralina può avere un costo aggiuntivo non indifferente.

Un grosso difetto

Un grosso difetto, grande quanto una casa, è proprio il caso di dirlo, è che c’è bisogno di avere una connessione costante. Teniamone conto, è necessario avere consapevolezza di questo per non tornare a casa con il nostro dispositivo che magari non funziona perché il wifi non arriva in quel determinato punto della casa.

Tutti i dispositivi connessi funzionano, appunto, se sono connessi al wifi.

Per cui il wifi deve essere presente in tutta la casa intelligente e non ci devono essere zone d’ombra, almeno dove dobbiamo disporre i dispositivi.

Ma soprattutto dobbiamo essere consapevoli che andando via il wifi, il controllo non c’è più.

Ormai diamo per scontato alimentazione e wifi in tutte le case, ma se ci fosse qualche disservizio potrebbe causare qualche problema.

Giovanni, un lettore del blog però già nel 2018 mi scriveva

Il problema dell’eventuale mancanza della rete elettrica, secondo me che dal ’68 installo sistemi di sicurezza, è un falso problema per la domotica o comunque per la smart home e l’assistenza vocale di casa: se manca la rete tutte le apparecchiature NON FUNZIONANO indipendentemente che sia una casa tradizionale o smart !

Per i sistemi di sicurezza il problema non sussiste perché dotati di batterie e nel caso dovesse perdurare la mancanza, parte un avviso con il GSM, per la videosorveglianza, ovviamente bisogna mettere un UPS, per il resto della casa, se si vuole e si è disposti a spendere bisogna mettere un ulteriore UPS in gradi di supportare le necessità specifiche. Il vero problema se manca l’alimentazione ai gestori della connettività, io ad esempio ho fastweb, il router è sotto UPS, ma se per assurdo alla centralina di FW dovesse mancare l’alimentazione rimarrei senza connessione, ma l’allarme funzionerebbe comunque e le telecamere continuerebbero a registrare. Non potrei in quel momento vedere poiché non andando la rete internet non potrei collegarmi ne al mio sistema direttamente ne tramite cloud poiché esso non riceverebbe dal mio impianto.
Tirando le somme non cambia nulla.

Casa intelligente

Per avere una casa intelligente possiamo connettere elettrodomestici, luci e tanto altro ancora.

Abbiamo visto, insomma, che possiamo connettere elettrodomestici e luci in modo semplice e veloce. Ma ci sono tante altre cose che possono essere connessi. Dicevamo i condizionatori, i termostati, ma anche le tapparelle o il vostro garage può essere controllato con il wifi.

E voi cosa volete connettere al vostro wifi? Cosa vorreste controllare con la vostra voce?

Assistenza vocale per la domotica

Stando alle notizie riportate dai quotidiani, il 27 marzo 2018, avverrà il lancio di Google Home. Infatti, prima è stato lanciato il software Google Assistant che hanno tutti coloro che hanno ricevuto l’aggiornamento Android 6.0. E adesso si avrà il lancio dell’hardware che fino ad oggi era disponibile negli Stati Uniti e in qualche altro Paese.

Il maggiordomo di Mountain View

Negli articoli che ho letto sui quotidiani nazionali l’assistenza vocale di Google viene chiamata il maggiordomo di Mountain View. E non capisco. Ma perché? È vero che i termini tecnici sono a volte difficili; che c’è chi, come me, semplifica e, a volte, non si comprende con chi è più tecnico. È vero che Google Home è il primo smart speaker italiano e quindi la comunità dei parlanti deve ancora trovare le parole adatte da affidare a questi nuovi dispositivi. Ma maggiordomo… boh. Non riesco a digerirlo.

Si potrebbe confondere con il servizio di assistenza? Forse. Ma non siamo all’età della pietra. Assistenza vocale a me pare molto chiaro. Anche più chiaro di maggiordomo di Google, che rimanda al servizio verso Google e non all’assistenza verso le persone. Smart Speaker o smartspeaker rimanda a smartphone.

Come lettori alfabetizzati, immagino (sperando di non sbagliarmi troppo), che comprendiamo perfettamente cosa sia uno smartphone. Lo abbiamo imparato, grazie alle pubblicità, quando eravamo attaccati a telefonini e cellulari. Penso che sarà ancor più semplice imparare, oggi, a capire cosa sono gli smart speakers.

Al momento forse vale tutto? Altre denominazioni potrebbero essere… Il cilindro che ti ascolta, l’aggeggio sul tavolo che risponde alle domande, il soprammobile parlante, il coso che ha comprato papà, la cassa piccola che accende la radio, l’amichetto virtuale, l’aggeggio infernale che parla… e continuate voi, se vi va.

Domotica assistente vocale – Internet delle cose

Qualcuno parla di hype, di picco del momento. Alle persone non interessano gli assistenti vocali e tutta questa attenzione passerà. Nelle prossime settimane mi occuperò anche di resistenze. Qualcosa è vera. Non è perché io vedo e leggo ogni giorno molti articoli sul tema che l’assistenza vocale si diffonderà nel mondo. Né possiedo azioni in mercati pro o contro l’assistenza vocale, per cui in base all’andamento della tecnologia io ci guadagni qualcosa.

Questo blog è sul web per studiare, osservare e condividere lo sviluppo (anche) di questa tecnologia. E a riprova di ciò ricordo di aver parlato di interfacce utente senza schermo in modo anche critico.

Eppure io credo, poi la Storia mi potrà smentire, che l’assistenza vocale è qui per rimanere. E ripeto, per chi non mi segue più assiduamente, non in sé, come tecnologia a se stante o come soluzione a tutto. Ma come trampolino di lancio per mercati e settori pronti a sbarcare in ogni nostra casa e nella nostra quotidianità.

Sto parlando della domotica, dell’internet delle cose che sta viaggiando in sottofondo. Da quanto tempo sentiamo parlare di internet delle cose? Da un bel po’, vero? E se ne parla da tanto tempo perché già è da tempo che sono presenti i primi prototipi. È da molto tempo che nascono aziende specializzate che premono su questo nuovo mercato.

Case connesse

Fino ad arrivare ad oggi. Oggi che i nostri dispositivi mobile sono abbastanza potenti da essere in connessione con una intelligenza artificiale centralizzata; e le nostre case sono ormai case invisibili come più volte ricordato anche nel mio intervento IA for good al Wiad Palermo.

In un precedente articolo, sempre sul blog, ho parlato di auto connesse. Nelle auto sono presenti sistemi di intrattenimento come Carplay e Android Auto. Ma le case connesse sono una realtà, come l’assistenza vocale è una realtà. Certo possiamo dire che ancora le nostre case sono ibride. Ed è per questo che alcuni strumenti sono più accessori di adattamento che dispositivi nativi.

Nel brevissimo futuro, però, le prossime ristrutturazioni saranno fatte su queste nuove tendenze. Forse qualcuno meno informato si starà costruendo casa con la vecchia filo diffusione. Che sarà certamente di qualità eccelsa ma nello stesso tempo costosissima.

Ma se non si è dei veri audiofili, se si legge un po’ in giro, anche al di là di questo blog, si possono scoprire accessori molto utili che a buon mercato permettono di avere musica ovunque. Basta conoscere e sapere cosa sia il blouetooth.

Cioè a dirla proprio terra terra, basta uno smartphone, un bluetooth e un ripetitore WiFi .

Grazie ad uno smartphone

Tutti i nostri dispositivi vogliono parlare perché oggi ne hanno la forza e la potenza di poterlo fare.

Non so quanta consapevolezza ci sia in tutto questo. Non so quanto riusciamo a comprendere quanto ci ha cambiato e ci continua a cambiare avere questa connessione sempre in tasca e a portata di mano. Ho cercato di spiegarlo nel mio articolo sull’Onlife. Ma non so quanto sia stato chiaro.

La connessione, la potenzialità di essere ovunque è una sorta di teletrasporto mentale che forse non è stato ancora del tutto assorbito. Almeno non da tutti.

E se al nostro smartphone si aggiungono altri dispositivi, altri strumenti, cosa accadrà alla nostra quotidianità? Già le nostre auto lo sono e lo saranno sempre più. E adesso anche le case, le nostre abitazioni. La nostra vita quotidiana si evolverà ulteriormente e altre rivoluzioni comportamentali investiranno la nostra società.

Un meraviglioso spettacolo

Le nostre case saranno più controllate. Bene? Male? Chi lo sa. Quello che posso solo dire è di avere consapevolezza dei gesti e delle scelte che facciamo. Non possiamo fermare il corso della Storia. Possiamo però utilizzare al meglio gli strumenti che ci vengono offerti.

Utilizzarli con il cervello e con tutta la nostra umanità.

Per chi non ha risorse economiche il problema non sussiste. Ma sarà necessario sempre più avere risorse culturali.

Di che parliamo

Tutti gli accessori che ci propone e ci proporrà il mercato, almeno sulla carta, hanno lo scopo di migliorare la qualità della nostra vita.

E a ben guardare i campi dove già abbiamo gli strumenti e gli accessori connessi non sono tanti. Al momento abbiamo la capacità di controllare le luci di casa. Tanto si sta facendo sulla sicurezza. Il che significa webcam “intelligenti” varie. Qualcosa sulla salute. E ovviamente tanto sulla musica. Dal momento che gli smart speaker nascono appunto come delle casse per permettere agli assistenti vocali di parlare.

Interruttore attivazione vocale

Dicevamo che il controllo delle luci con assistenza vocale al momento si stanno diffondendo facilmente. Basta, infatti, sostituire un interruttore o aggiungere una presa alla nostra tradizionale presa da muro per avere il controllo delle nostre lampade, anche non intelligenti.

Per esempio c’è un set di presa Wi-Fi che è possibile controllare tramite app.

Oppure si possono acquistare delle lampadine smart che si controllano tramite app e assistenza vocale.

Sicurezza Webcam

Sul campo della sicurezza si ha la Nest Cam IQ che è una delle webcam da sicurezza più venduta. L’uso che ne viene fatto è il controllo interno della casa quando non si è presenti.

Con questa videocamera interna sarà possibile rendersi conto di quello che accade nelle stanze dove è installata. Sia che lasciamo i nostri figli o parenti in casa, sia se fosse necessario scattare una foto ad eventuali intrusi.

Nest NC1102IT Videocamera di Sicurezza.

Nest Cam Outdoor

Alla video camera interna si accoppia la videocamera esterna con cui controllare quanto accade fuori le mura di casa.

La caratteristica di queste videocamere è la memorizzazione video e la capacità di inviare avvisi cosiddetti “intelligenti”. Cioè avvisi su movimenti strani o eccezionali che vengono ripresi sul luogo dove è puntata.

Nest Cam Outdoor Videocamera di Sicurezza per esterni.

Nest Termostato

Sempre di Nest è il termostato intelligente. Oltre ad essere un termostato le altre funzioni sono le previsioni meteo, orario, sveglia e calendario. Il termostato viene inizialmente addestrato alle abitudini della casa, ecco perché si dice intelligente. Ossia attraverso un addestramento di qualche giorno, in altre parole, dopo aver impostato manualmente per più giorni, alla fine il termostato impara ad accendere e spegnere il riscaldamento in base a chi c’è in casa.

In questo modo si avrà una temperatura personalizzata che permette di risparmiare i costi del riscaldamento.

Abbiamo dunque un modello base che è il Nest T3010IT Termostato e l’ultimo modello di terza generazione che è il Nest Learning T3020GB

Yi Camera

Sempre sulla sicurezza della casa si basa YI Camera IP Telecamera di Sorveglianza Wireless

Si tratta di un marchio quasi sconosciuto che però si dimostra all’altezza di marchi più affermati. Facile da montare, ha un angolo di visione di 110 gradi e una luminosità eccellente anche di notte. La videocamera è sincronizzata attraverso l’app con lo smartphone. E si è connessi ad un servizio cloud che registra tutto.

Netatmo

Il termostato connesso netatmo ti permette di controllare il tuo riscaldamento a distanza, sia che tu sia a letto o all’altro capo del mondo. Questo termostato è compatibile con smartphone, tablet e computer. Basterà installare l’applicazione dedicata per poter controllare il termostato a distanza, accedendo a numerose informazioni relative al tuo consumo energetico.

Questo termostato connesso netatmo sostituisce la maggior parte dei termostati a parete e wireless, ed è compatibile con la maggior parte delle caldaie a combustibile, gas e legno.

Netatmo Termostato Intelligente per Caldaia Individuale

Per chi possiede vecchi termosifoni manuali (non collegati al termostato) sempre Netatmo vende un controllo valvola intelligente.

SecurVip Home Security

Qui parliamo di sensori e di una centralina che raccoglie tutti i movimenti che vengono fatti all’ingresso o all’interno di una camera. Il sistema è interessante perché oltre ad una connessione internet che invia le informazioni al nostro telefonino, il sistema funziona anche in mancanza di corrente, grazie alle batterie di supporto.

Home Security Kit (1 centralina, 2 sensori perimetrali giroscopici, 1 micro-sensore volumetrico, 1 radiocomando). Antifurto Allarme Casa Wireless Senza Fili Controllabile da App e Centrale Operativa.

Qardio Base

Che rapporto avete con la bilancia? Vi pesate spesso? Evitate di pesarvi per non pensare ad una dieta? Beh, se volete cambiare la vostra relazione con la bilancia Qardiobase 2 wireless Smart può cambiare la relazione con il vostro peso. E la bilancia potrebbe essere un alleato “intelligente” per dimagrire o per mantenere il vostro peso forma.

Qardio Base si collega attraverso app al vostro smartphone, si imposta sulla vostra persona e ci si pesa. A questo punto la bilancia e l’app registreranno i cambiamenti nel tempo e vi invieranno consigli per fare movimento o meno.

Amazon Fire Stick

Se vuoi avere il controllo della casa magari vuoi avere anche il controllo della tua televisione. Specialmente se non possiedi già una smart TV.

L’Amazon Fire Stick è un piccolo accessorio che ha un suo sistema operativo e un browser che permette di navigare su internet. E non è neanche troppo costoso.

I servizi per cui è stato pensato sono certamente i servizi Prime Video, Amazon di videogame, Netflix e tutti i programmi streaming audio e video offerti sul web.

Sonos

Nel negozio Sonos si trovano cose interessanti che vale la pena vedere. Le casse di un tempo e i diffusori audio di oggi rispondono tutte a caratteristiche di fisica acustica. Non si scappa. Le casse wireless hanno in più, processori, memoria hard disk e dispositivi interni che permettono all’assistenza vocale di manifestarsi.

Sonos si è affidata ad Alexa, come assistente vocale. Per cui se siete già dei fruitori di Amazon sapete come funziona oppure potete dare una occhiata ad un paio di miei articoli come i 50 comandi su cosa puoi chiedere ad Alexa o il secondo articolo per la serie, controlla ogni cosa con la tua voce in cui parlo delle skills Amazon Alexa.

Per cui abbia il Sonos Play: 1 Lettore All-in-One. Il Sonos ONE Stereo portable speaker Black. E infine il Sonos One Stereo portable speaker White.

Conclusioni – Il difetto capitale – la connessione

Personalmente non vedo l’ora di poter toccare con mano Google Home e gli altri smartspeaker; così come acquisterò sicuramente i nuovi dispositivi non appena dovrò sostituire la mia vecchia strumentazione.

Ma nessuno parla del difetto capitale di tutti questi strumenti. Ossia la connessione e l’alimentazione. Tutti questi accessori funzionano se c’è corrette elettrica costante e connessione sempre valida.

La trasmissione di un video in upload non è cosa semplice. E le immagini, la sicurezza, e il tutto funziona se abbiamo internet e un piano di scambio dati valido. Ma non dipende solo da noi. Purtroppo molte zone dell’Italia hanno una connessione valida solo sulla carta. Le infrastrutture ci sono ma non sono del tutto operative. Ampie zone sono ancora scoperte.

E l’alimentazione elettrica che diamo sempre per scontato, scontata non è. Di inverno, ancora nel 2018, la luce finisce. E i blackout sono rari ma ci sono.

Ecco ne basta uno che crolla tutto il castello futuristico che ci siamo fatto in testa.

Ora qui la discussione si farebbe lunga e forse sarà necessario consultare qualche esperto di infrastrutture. Vedremo più avanti. Però è una questione da non sottovalutare.

Commenti

Il problema dell’eventuale manca della rete elettrica, secondo me che dal ’68 installo sistemi di sicurezza, è un falso problema per la domotica o comunque per la smart home e l’assistenza vocale di casa: se manca la la rete tutte le apparecchiature NON FUNZIONANO indipendentemente che sia una casa tradizionale o smart ! per i sistemi di sicurezza il problema non sussiste perchè dotati di batterie e nel caso dovesse perdurare la mancanza, parte un avvito con il GSM, per la videosorveglianza, ovviamente bisogna mettere un UPS, per il resto della casa, se si vuole e si è disposti a spendere bisogna mettere un ulteriore UPS in gradi di supportare le necessità specifiche. Il vero problema se manca l’alimentazione ai gestori della connettività, io ad esempio ho fastweb, il router è sotto UPS, ma se per assurdo alla centralina di FW dovesse mancare l’alimentazione rimarrei senza connessione, ma l’allarme funzionerebbe comunque e le telecamere continuerebbero a registrare. Non potrei in quel momento vedere poichè non andando la rete internet non potrei collegarmi ne al mio sistema direttamente ne tramite cloud poichè esso non riceverebbe dal mio impianto.
Tirando le somme non cambia nulla.

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