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Novità Alexa, è davvero finita?

Quali sono le novità Alexa? Il 2022 sembra esser partito tutto in salita per Alexa, come per tutti gli smartspeaker sul mercato. Per i denigratori dell’assistenza vocale sarà stata una bella notizia. Si tratterebbe di una conferma dell’inutilità degli assistenti vocali ed elogio delle analisi denigratorie verso una tecnologia che non capirebbe quello che diciamo.

Tra i miei raffinati haters c’è qualcuno che alzerebbe le spalle e mi direbbe “Chi può saperlo?” Eh, già. Chi può saperlo?

Alexa, è solo l’inizio

Nessuno di noi ha la palla di cristallo, né io ho mai amato le previsioni a lungo termine. Studio quotidianamente il modo di rendere migliori i chatbot, tengo un corso sulla progettazione di chatbot e interfacce vocali, e sul blog ritengo di aver mantenuto un approccio laico, senza troppi entusiasmi e senza critiche inutili.

La tecnologia mi affascina, ne parlo, ne scrivo, sono qui per analizzare il trend ed osservare cosa accade nel presente. E chissà, magari scorgere cosa c’è all’orizzonte.

Troppe aspettative?

Una cosa è certa. Qualunque sia o sia stato il trend, la tecnologia di cui parliamo è una tecnologia recentissima. E la diffusione di questi dispositivi avviene da pochi anni.

Forse sono state sbagliate le aspettative? Il cinema, penso principalmente al film HER, se da un lato ha favorito la diffusione dei dispositivi, dall’altro lato ci ha confuso con il falso mito dell’intelligenza artificiale.

Siamo passati dalle altissime aspettative che vedevano i nuovi assistenti vocali alla pari di Jarvis, l’assistente di Iron Man, un fumetto, o appunto di Her, l’assistenza (tra l’altro, anche nel film, difettosa e non replicabile) di un film di fantascienza, alla delusione di chi ha perso il dialogo con le persone e cerca la conversazione necessaria con le macchine.

Tecnologia sopravvalutata?

“Hanno sopravvalutato nel breve termine? Certo”, afferma Greg Gottesman, amministratore delegato e co-fondatore dello studio di avvio e della società di investimento Pioneer Square Labs.

Tuttavia, lo stesso Gottesman è ottimista su Alexa e sul boom della tecnologia vocale di cui è stato pioniere. Come la maggior parte delle tecnologie, dice,

“ci vuole tempo per marinare. Siamo ancora in anticipo. Tra cinque, tra 10 anni, le persone utilizzeranno Alexa per molto più di queste tre cose”.

Un approccio laico

Chi mi segue spero possa confermare il mio approccio interessato ma laico. Credo che sia l’approccio corretto.

Non mi piace per esempio l’approccio giornalistico che cerca click e lettori facendo leva sulle paure delle persone. Come non mi convincono coloro che sono troppo entusiasti. E non accetto neanche chi denigra la tecnologia come inutile o senza futuro, soprattutto in questa fase di sviluppo.

Chi si occupa di assistenza vocale certamente è un pioniere e come tale deve sopportare tutte le difficoltà di questo ruolo. Ma se guardiamo ai passi avanti fatti in questi anni è innegabile che su molti ambiti, dove ci sono automazioni e routine, questa tecnologia funziona.

E dove non funziona? Sto cercando di dare il mio contributo.

Le vendite di Amazon Alexa

Nel 2021 Amazon ha dichiarato che il 25% delle famiglie statunitensi possiede almeno un dispositivo Alexa; tra le famiglie abbonate ad Amazon Prime, siamo al 27%.

Le vendite sono state importanti, in questi anni, tanto che Apple, Google e altre società sono state spinte a rilasciare i propri dispositivi e a competere con i loro assistenti.

Numerosi analisti, ancora oggi, fanno proiezioni entusiaste sul controllo vocale che provocherà un cambiamento nell’informatica simile alla migrazione dal desktop ai dispositivi mobili.

Che problemi ha Alexa?

Ma perché parliamo di questo? La rivista Bloomerg a quanto pare è entrata in possesso di un documento interno di Amazon che elenca alcuni problemi dei noti smart speaker.

Il principale problema è quello di mantenere l’attenzione delle persone che hanno acquistato il dispositivo.

Secondo i dati interni, ci sono stati anni in cui dal 15% al ​​25% dei nuovi utenti Alexa non erano più attivi nella seconda settimana con il dispositivo.

I documenti, che hanno riguardato dal 2018 al 2021, descrivono in dettaglio le continue ambizioni di Amazon per Alexa, inclusi i piani per aggiungere più fotocamere e sensori che consentirebbero ai dispositivi di riconoscere voci diverse o determinare in quali stanze si trovano gli utenti durante ogni interazione.

La risposta del portavoce di Amazon, Kinley Pearsall, però pare smentire lo scoop di Bloomberg.

“L’affermazione che la crescita di Alexa sta rallentando non è accurata”, ha scritto. “Il fatto è che Alexa continua a crescere: vediamo un aumento dell’utilizzo da parte dei clienti e Alexa viene utilizzato in più famiglie in tutto il mondo che mai.”

Bloomberg continua affermando che Amazon ha due grossi problemi:

Amazon investe su Amazon Alexa

Amazon impiega più di 10.000 persone per lavorare su Alexa e pare che nel 2021 il costo fisso sia stato di 4,2 miliardi di dollari.

Pare che sempre nel 2021 Amazon avesse previsto di perdere 5 dollari per ciascun dispositivo venduto e nello stesso tempo hanno previsto che nel 2028 guadagneranno 2 dollari per dispositivo.

L’obiettivo di Amazon non è fare soldi direttamente con Alexa, ma è quello di mettersi in relazione con le persone e con i propri clienti che utilizzano altri servizi Amazon.

Alexa interagisce con le persone

Amazon si concentra, infatti, su nuovi modi per far interagire gli utenti con Alexa. Sono ormai noti i dispositivi con schermi, TV e cuffie abilitate per Alexa e applicazioni per auto.

Amazon, periodicamente, invia novità Alexa alle mail dei clienti. Ed invia tramite dispositivo alcuni messaggi che spingono i consumatori a utilizzare le nuove skills e dunque a suggerire nuove richieste che le persone potrebbero fare.

Finito l’effetto WOW

Le persone utilizzano tutte le skills disponibili? No. Molte delle skills a disposizione sono basilari? Molto probabilmente si.

Quando è arrivato Amazon Echo è stata una bella sorpresa. Ricordo ancora la mia prova e l’effetto che ha avuto sui miei genitori.

I miei genitori hanno iniziato ad usarlo? No. Io mi sorprendo come le prime volte? Certamente no.

Ho le mie routine e ci faccio sempre le stesse cose? Si.

Oggi anche i bambini di 4 anni sanno chi e cosa è Alexa o un assistente vocale. Perché ci stupiamo se è finito lo stupore di parlare con una macchina?

Ma cosa ci dovrebbero fare?

In tutti gli articoli letti che hanno ripreso la notizia di Bloomerg viene evidenziato che le persone utilizzino il dispositivo Amazon Echo, SOLO per svolgere poche, semplici, attività. Come ascoltare musica, impostare un timer, accendere e spegnere le luci.

Solo? Ma cosa ci dovrebbero fare le persone con una altoparlante intelligente? E non è già straordinario che un dispositivo compia delle azioni senza che le persone utilizzino le proprie mani?

Forse le persone dovrebbero raccontare i propri problemi e dovremmo avere dei consigli dalla macchina? E quali consigli? Forse si dovrebbe avere un dialogo come con un amico o un’amica? Chissà, un giorno, forse, può essere l’orizzonte, ma è davvero auspicabile?

E siamo davvero certi che le stesse persone che oggi dicono SOLO semplici attività, non griderebbero al distopico per le persone che non parlerebbero più con altri esseri umani?

Implicazioni in evidenza

Mi piace riportare e riflettere su tutte le obiezioni perché da un lato cerco un confronto e dall’altro lato vedo che gli assistenti vocali sono un campanello di allarme per ritornare a parlare dei problemi della cultura digitale.

Ci sono già assistenti che fanno compagnia e che simulano rapporti con le persone. Così come ci sono persone che hanno relazioni, anche sessuali, solo attraverso uno schermo. Gli assistenti vocali mettono in pericolo la nostra privacy? E i nostri smartphone a cui diamo autorizzazione a qualunque app di usare microfoni e videocamere, non lo sono perché già a,piamente sdoganate? Gli assistenti vocali saprebbero tutto di noi, perché forse Google non sà nulla di noi e delle nostre famiglie, come dei nostri spostamenti?

Insomma, le implicazioni di cui si parla per gli assistenti vocali sono reali anche per il web e tanto più per il mobile che ci accompagna sempre.

Iniziate a giocare con l’assistente vocale

Personalmente ritengo utile riportare i piedi per terra.

Se si vuole fare una rivoluzione, oggi è molto semplice. Spegnere qualunque dispositivo connesso alla rete elettrica e alla rete internet e proseguire la propria vita senza relazioni con un mondo complesso.

Altrimenti, se si vuole un compromesso, io propongo di essere consapevoli della tecnologia che usiamo, di ciascun dispositivo che utilizziamo e accontentarci delle comodità che ci offrono.

Cosa si possa fare con Amazon Alexa l’ho scritto indicando cosa puoi chiedere ad Alexa, oppure puoi trovare altre novità Alexa nei comandi vocali. Sono pochi o tanti, non saprei.

Novità Alexa? Prendiamoci le nostre comodità

Amazon Echo è uno smart speaker, una cassa intelliegente, un dispositico che risponde a determinate domande e reagisce a determinati comandi.

Ci sono persone che parlano da sole in macchina; chi cerca compagnia sui social; c’è chi conversa con le macchine e non se ne accorge; in tanti, parlano con le persone e pensano di parlare con delle macchine.

Insomma viviamo in un mondo complesso.

Forse dobbiamo capire bene cosa fare di questa tecnologia. Troppo avanti per alcuni o ancora troppo in dietro per altri.

Il mio consiglio è quello di giocarci.

Personalmente ne ho due in casa. Trovo troppo comodo chiedere l’ora, mentre sono al buio o accendere o spegnere le luci restando sul divano.

Si, ci gioco, come ho fatto con il mio primo PC il famoso Vic 20. Ci giocavo scrivendo codice che si trasformava in suono. Come ha fatto chiunque ha iniziato ad avere contatto con qualunque tecnologia.

Si fa così. Si gioca. E non è neanche tanto costoso farlo.


Come viene usata Alexa dalle persone

da Toni Fontana | Gen 24, 2022 | 

Come viene usata Alexa? Chi usa davvero Amazo Echo? Abbiamo visto le novità Alexa di inizio 2022. Abbiamo osservato le rivelazioni dei giornali che affermano un certo disinteresse da parte della persone verso gli assistenti vocali. Ma è stato chiesto davvero alle persone come usano il proprio dispositivo?

A mio parere un confronto con le persone è sempre necessario e costruttivo.

Poche funzioni ma frequenti

Ho già elencato i comandi che si possono dare ad Alexa e sul blog ne abbiamo parlato diverse volte.

Forse è vero che si utilizzano poche le cose che puoi chiedere ad Alexa. Ognuno scopre le proprie funzioni. Ma quei comandi diventano, nel tempo, estremamente utili e comodi che se ne fa un uso continuo.

Come accendere e spegnere le luci stando comodamente sul divano, chiedere ad Alexa di dare le notizie del giorno in un momento di pausa, chiedere l’ora quando si è a letto, al buio, nel bel mezzo della notte.

Amazon Echo uno smart speaker

Come ho detto più volte uno smarspeaker è una cassa “intelligente”. Intelligente, ma pur sempre una cassa, un altoparlante. Come ha detto qualcuno, anche la radio ha sempre fatto la radio, ma mica per questo con il tempo è diventata poco utile.

Fa certe cose e serve a quello…fine. Forse sono le aspettative un po’ troppo elevate? 

In tanti si chiedono: annoiare? Ma in che senso?

Cosa dicono le persone?

Eppure basta leggere i commenti alla notizia da parte degli utilizzatori per scoprire che non è poi così vero il disinteresse. Anzi c’è ancora tanto da scoprire e da fare.

Ci sono persone che lo usano per ascoltare musica e/o mettere timer. Altri, invece, lo utilizzano per are comandi generali a tutta la casa. Per esempio col comando “buonanotte” si può spegnere tutto – tv, luce, albero di natale, camino elettrico, chiusura delle tapparelle.

C’è chi usa Amazon Echo come sveglia, per sapere le ultime news, per meditare, ricordarsi appuntamenti, fare la lista della spesa, per far giocare i bambini, comandare la televisione. E ancora per ascoltare musica, per comandare le luci di casa, per i promemoria, come rumore bianco per dormire, per sentire i podcast, leggere libri, come orologio, persino per chiamare i genitori che non hanno mai sotto mano il telefono.

Funzioni base che il 60% delle persone che hanno acquistato o ricevuto in regalo non conosce.

Mille usi di Alexa

Altre persone usano Alexa per alzare le tapparelle di casa, le tende di casa, chi fa fare il caffè. C’è chi imposta la temperatura di casa, chi aziona luci, i condizionatori di casa, la sveglia, diversi timer, accende e spegne la televisione, il citofono.

Altri la portano con se, in auto, per ascoltare musica, previsioni del tempo.

Ma c’è chi fa un uso più spinto come rilevare la temperatura delle stanze di casa e l’umiditá, controlla il sistema di videosorveglianza. E chi ne fa quest’uso è soddisfatto e felice di comandare tutto con un comando vocale.

In molti si dicono contenti dell’acquisto e delle funzioni. Sono persone che oltre ad un uso pratico quotidiano, magari ci gioca pure realizzando un sacco di routine anche spiritose come la routine alzabandiera con l’inno nazionale, la routine discoteca con accensione luci strobo e musica a tutto volume. Insomma, c’è chi fa viaggiare la fantasia.

Assistenti per la domotica

Insomma, tra i gruppi di persone che usano Alexa tutti affermano che dipende sempre per cosa si usa Alexa.

Forse per farsi ricordare un appuntamento basta google calendar, ma se si vuole domotizzare casa, gli assistenti vocali possono essere utili.

Se infatti le persone usano poche skills, è anche vero che quelle skills le usano quotidianamente e nel tempo.

Le persone acquistano gli smartspeaker per rendere più comoda la casa. In tanti si stanno attrezzando per aver un dispositivo in ogni stanza. In tanti abbiamo case con impianto elettrico classico, ma poco alla volta si vanno sostituendo elettrodomestici, prese, lampade e su questi comandi difficilmente Alexa sbaglia. A meno che non ci sia un calo di rete elettrica e wifi.

Un assistente che non si vede

Certo è che più cose gestisci con Alexa, più diventa utile. Soprattutto perché molte persone adorano il fatto che c’è ma non si vede.

Ci sono testimonianze di persone che hanno iniziato a usare Alexa per passare il tempo durante i lockdown duri di questi anni. Ci sono persone che hanno iniziato a comandare un punto luce con sonoff mini, per poi avere tutte le luci della casa controllate (anche con sensori porte e altre automazioni).

Ormai si hanno prese domotiche su vari apparati, tutti i ventilatori a soffitto, vari televisori, diversi termoconvettori, le tante tapparelle elettriche, la luce scale del condominio, striscia led, vari sensori in tutta la casa.

Home assistant

Molti utilizzatore dell’assistenza vocale, come dunque è ormai chiaro, si appassionano alla domotica. I più smanettoni, però, affermano che la domotica di Alexa sia una domotica basilare.

Chi vuole fare sul serio, si suggerisce, dovrebbe passare ad Home Assistant per sfruttare appieno le potenzialità della domotica. Puoi anche vedere una demo.

Home assistant sgancia dai Cloud esterni, si acquista ciò che si vuole e lo si integra senza passare dai Cloud proprietari. Se si pensa di avere un sistema domotico sicuro e funzionale senza avere un server in casa forse si dovrebbe approfondire l’argomento.

Se ti interessa l’argomento domotica puoi approfondire su KNX le FAQ e ancora meglio puoi andare a leggere di cosa si tratta e come funziona.

Penso che la maggior parte delle skill siano delle schifezze

Limite nelle interazioni

Ma se da un lato ci sono grandi entusiasmi è pure vero che molte persone non sono soddisfatte. Difficile, ormai non trovare schieramenti, su qualunque argomento, che non dicano tutto e il contrario di tutto.

Gli assistenti vocali hanno alcuni limiti. Ma quali sono? Sono risolvibili? Chi sviluppa assistenza vocale ci sta lavorando? Anche qui, sono sempre le persone a dare le risposte.

Per le persone che non sono soddisfatte gli assistenti vocali dovrebbero interagire con molti più dispositivi.

Un suggerimento

Qualcuno ritiene la programmazione delle routine troppo limitata, vorrebbe qualcosa di meglio senza però passare ad home assistant, visto come troppo complesso.

Altri suggeriscono una maggiore integrazione nelle routine con la funzione if then else, che sarebbe fondamentale per fare routine “intelligenti” e creare interazioni a possibili domande con una serie di risposte (anche SI e NO) e il comando da eseguire.

Alla ricerca di un dialogo continuo

Ma è parere comune che come utente, la massa non sia ancora del tutto pronta.

La voce di Alexa è artefatta ma si sente come umana. Mentre il dialogo è meccanico. Chi ama questi dispositivi sogna lo sviluppo in modo da poter avere un dialogo continuo le cose.

Insomma un dialogo più lungo o con la possibilità di più comandi in fila magari.

Alexa un motore di ricerca migliore?

In molti si lamentano del motore di ricerca di Amazon. Se usasse google per le ricerche sarebbe meglio.

Alexa un sistema chiuso

Ma come dicevamo la scorsa settimana, Alexa è stata pensata per fare interagire le persone con l’ecosistema Amazon, un sistema chiuso. Lo stesso vale per gli altri dispositivo smart speaker. Ciascuno non vuole far uscire dal proprio orto le persone.

Potrebbe diventare un assistente ben oltre quello che già fa. Si potrebbe collegare ad email, telefoni, servizi vari, dare più senso allo schermo, fare sharing video, dare una memoria a cui accedere facilmente per giocarci un po’ di più e così via.

Forse noioso ma utile

Ad ogni modo se usato per il suo scopo è un oggetto utile quotidianamente.

Qualcuno ricorda che si può paragonare esattamente all’entusiasmo che era scoppiato negli anni ’80 per il videoregistratore o il telecomando. Dopo un po’ che si usato è passato l’entusiasmo, ma, almeno il telecomando rimane qualcosa di utile ancora oggi.

Implementazione riconoscimento vocale

Una cosa che i più accaniti chiedono da implementare è il riconoscimento vocale. Ossia chiunque può interagire, invece sarebbe opportuno il riconoscimento dei soli timbri di voce della famiglia. Cosa che fanno già altri dispositivi.

Amazon non lo ha ancora fatto, forse pensando che è ancora il momento di aprire e non di chiudere il sistema.

Gli scontenti

Poi c’è chi è davvero scontento. Chi dice che si tratta di un dispositivo sordo, come la nonna, chi sostiene che non ha niente di intelligente, se non dici frasi o domande specifiche. Altri affermano che risponde con un disarmante “non posso rispondere a questa domanda”.

A volte non sente un comando ad un metro altre volte risponde anche se stai dalla parte opposta di casa, sorvolando poi sulla lentezza delle azioni sia vocali che da display, roba di cell primi anni duemila.

Mi chiedo però se davvero questi siano problemi del dispositivo in se e non della loro rete wifi che magari è debole. Quindi, anche in questo caso, bisognerebbe capire che grado di conoscenza tecnologica si ha.

Limite per sviluppatori

Dall’altro lato anche alcuni sviluppatori si lamentano ed affermano che Amazon stia fermando lo sviluppo di Alexa e delle sue potenzialità. Al momento sono diversi e tanti i limiti imposti agli sviluppatori.

Cioè gli sviluppatori vorrebbero far interagire Alexa con altre parti terze come usare sms, telefonate, messaggi di vario tipo, per esempio. Ma anche vogliono creare Skill che diano aiuto concreto a persone. E dunque sviluppare un sistema ancora più avanzato.

Qualcuno supplisce grazie ad IFTTT. Altri non vogliono usare server a parte o raspberry o altro.

Si vorrebbe una domotica semplice immediata, alla portata di tutti.

Al punto di partenza

Insomma, ascoltando le persone si hanno le risposte, quelle vere e mi pare di poter concludere che siamo al punto di partenza, ossia che siamo solo all’inizio.

Amazon sta sviluppando Alexa. Il processo è solo all’inizio. Forse i processi di sviluppo possono sembrare lenti, ma stiamo parlando di multinazionali che quando si muovono spostano denaro e vite umane. Non si possono permettere sbandate. Come è vero che guadagnano migliaia di dollari al secondo, è anche vero che ne possono perdere altrettanti nello stesso tempo e mandare in brevissimo tutto all’aria.

Dunque? Stiamo a guardare. Il blog è qui per questo! Il blog è qui per voi.

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