Gli assistenti vocali sul mercato fanno, grosso modo, tutti la stessa cosa. Ma Siri, Google, Cortana e Alexa, con alle spalle le relative aziende, hanno profili diversi:

  • Google Now sfrutta le capacità di Google e quindi fa prettamente ricerca.
  • Siri di Apple è l’unica ad avere una sua personalità ed è la più naturale di tutte le assistenze vocali.
  • Cortana, secondo quanto dichiarato dalla stessa Microsoft, è impegnata ad aiutare l’utente ad essere più produttivo.
  • Alexa di Amazon, che tra gli assistenti vocali è l’unico senza uno schermo, si propone di fornire le migliori risposte per ascoltare musica, leggere un libro audio, fornire notizie, vedere il saldo del conto bancario Capital One, e chiamare una macchina Uber.

Alexa, assistente vocale che è integrata con Echo, è vista da tutti con molta attenzione perché è di proprietà di Amazon. Un progetto nato quasi per scherzo, dal punto di vista progettuale molto indietro rispetto agli avversari, ma proprio perché si tratta di Amazon, ha una impronta molto più commerciale e invasiva degli altri.

Mentre Google, Apple e Microsoft, infatti, stanno allargando e chiudendo i loro ecosistemi, Amazon è già da tempo un ecosistema chiuso, con i suoi utenti felici di stare al suo interno. Google, Apple e Microsoft se vogliono vendere qualcosa devono fare accordi con altri per vendere questo qualcosa. Amazon, al contrario, il proprio ecosistema ce lo ha già, i clienti già spendono e sanno come spendere i propri soldi all’interno dello Store con fiducia immensa.

Nei prossimi mesi tutte le grandi aziende di tecnologia tenteranno, in tutti i modi, di tenerci al loro interno. Per capire questa tendenza basta pensare agli Instant Article di Facebook. Il loro scopo non è quello di tenerci informati, ma quello di tenerci più a lungo dentro le pagine Facebook e non uscire dalla piattaforma. Più tempo noi, come utenti, trascorriamo su Facebook, più facilmente siamo vendibili a chi produce pubblicità.

Se da un lato dunque si tenta di migliorare l’esperienza utente all’interno delle piattaforme, spingendo gli utenti a fare l’interesse delle piattaforme, dall’altro lato l’assistente vocale sarà la ciliegina sulla torta.

Aparna Chennapragada, la direttrice di prodotto di Google, dice che,

Una delle cose che stiamo cercando di capire è, come far rimanere questo assistente con l’utente. Il che significa a casa, in macchina, a lavoro, ma anche in vacanza, ovunque lui (l’utente) vada.

L’assistenza vocale sarà dunque la nostra compagna; ci ascolterà e risponderà al meglio alle nostre esigenze. In realtà soddisferà le esigenze dei loro produttori. Con buona pace della nostra privacy.

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