Quali sono gli errori di usabilità più frequenti presenti nei siti Web? Più che dei veri e propri errori si tratta di dimenticanze o di sottovalutazione di alcune problematiche.

Alcuni degli errori più frequenti nella progettazione dei siti Web sono:

  • Dimenticare a quale tipo di utente, persona, lettore, ci si sta rivolgendo. Chi è? Cosa fa? Perché deve venire sul nostro sito? Cosa deve venire a fare sul nostro sito? Quale comportamento deve tenere una volta atterrato sul sito? Lo abbiamo già detto: la progettazione di un sito web o di un prodotto deve mettere al centro l’utente. Una progettazione utile deve seguire l’user centered design.
  • Dimenticare quale sia l’obiettivo che si vuole raggiungere con il sito. Un sito che vende un prodotto è diverso da un sito che racconta un prodotto. E la diversità non è solo grafica.
  • Sottovalutare il problema della velocità di caricamento del sito, la pesantezza delle immagini e dei contenuti multimediali. Non sempre è facile, la richiesta da parte dei committenti di inserire gallerie di immagini e la bassa qualità di certi server, non aiuta. Si può cominciare dallo stabilire misura e peso delle immagini.
  • Eccedere nell’uso di GIF animate ed animazioni con flash. Adesso pare che sia passato di moda e l’introduzione dell’user experience sta portando anche coloro che creano siti web senza progettazione ad allargare i propri orizzonti.
  • Non tenere presente le caratteristiche dei diversi browser o dei diversi sistemi operativi usati dagli utenti. Penso che nessuno possa prescindere da Google e Google Chrome o da Apple e Safari, anche se si usa come browers predefinito Firefox o altro. Sarebbe un errore che si pagherebbe con l’introvabilità.
  • Infine, sottovalutare l’importanza del contenuto, di quello che si scrive e del valore che deve avere ciò che si scrive. Le discussioni su quanto lungo o breve debba essere un articolo non valgono nulla se il contenuto manca di valore. Il contenuto di valore è tra le cose più importanti di un sito web, almeno importante come la sua struttura che ci permette di trovarlo.