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Archi di relazione

Buone feste!

Il blog vi augura buone feste! Buona fine e un buon inizio 2021.

Ripartenze e progettazione

Non ci sarà una ripartenza a breve. Capisco che si tratta di una affermazione radicale, ma la ritengo necessaria. È necessario comprendere che l’era Covid durerà 20 anni e solo alla fine di questi decenni avremo qualcosa di nuovo. Non si sa se migliore o peggiore, rispetto a quello che conosciamo. Sicuramente molto diverso dal passato.

Per cui quando parlo di ripartenza non intendo il ritorno al mondo precedente, alla fine di questa o di altre pandemie, all’economia dei primi anni venti del 2000. Per ripartenza intendo l’inizio di un nuovo mondo che avremmo avuto tutto il tempo di progettare. Abbiamo pensato erroneamente che il lungo periodo di pace che abbiamo vissuto sarebbe durato ancora a lungo, quasi all’infinito.

Se non lo abbiamo progettato prima, questo mondo, va progettato oggi, ogni giorno, oggi.

La caduta dell’impero

Eppure i segnali c’erano tutti.

Un’ intera generazione di ragazzi nati negli anni 80 e 90, hanno sperimentato un mondo del lavoro sempre più precario. Mentre ci sembrava di avanzare di carriera, in realtà le nostre vite private e pubbliche sono peggiorate. Nessuno oggi, con le sole proprie forze è più in grado di costruirsi una casa, di avere risparmi, di vivere una vita in autonomia, senza sfiorare il limite di povertà.

Una bellissima trilogia di Raffaele Ventura testimonia questa decadenza di una generazione tradita. Alla laurea non sempre corrisponde un lavoro. Gli investimenti che ciascuno fa per migliorare la propria formazione sono e restano in passivo.

Certo possiamo raccontarcela e pensare che vivere in 20 metri quadri di casa a testa sia sufficiente, non avere una pensione sia normale, ma così non è.

Ci siamo detti, spessissimo, il mondo sta cambiando. Ma era solo un mantra per allontanare il cambiamento che è avvenuto davvero.

Cambiamenti climatici

Senza contare lo tsunami dei cambiamenti climatici a cui andiamo incontro allegramente. Questo si che vedrà crollare letteralmente case, modificherà i territori, i paesaggi che viviamo. Il mondo oggi sta cambiando nelle relazioni, a breve cambierà anche fisicamente. E chissà se saremo in grado di adattarci.

Nel libro Patti scellerati, ad un certo punto, l’autore scrive che il grado di corruzione è talmente elevato che la mente e l’animo umano stenta a credere che sia possibile. Davanti ad affermazioni forti, tendiamo a non credere. Ci auto assicuriamo che non sia così. Non vogliamo vedere una realtà catastrofica. Meglio pensare al ritorno al passato che prepararsi al cambiamento.

Il cambiamento, infatti, sarebbe ed è più doloroso.

Avere consapevolezza

Anche se non vogliamo credere alla caduta dell’impero, è bene avere consapevolezza di questo tempo.

Lo dico senza alcun pessimismo. L’essere umano si adatta e dunque non è mai la fine, semmai è sempre una trasformazione.

Se un compito si è dato questo blog è quello della consapevolezza. E così proseguirà nel tempo.

L’antichità dopo la modernità

Io non so se quello che stiamo vivendo sia un passo in dietro o in avanti. Difficile fare un’analisi quando si è immersi nel liquido della quotidianità. Come il pesce non sa nulla dell’acqua in cui nuota, così è difficile fare previsioni su quello che sta accadendo, al massimo si può osservare.

In fondo, il distanziamento sociale, o i familiari che non si abbracciano e non si baciano, le relazioni controllate, le raccomandazioni igienico sanitarie locali, nazionali e religiose, non sono comportamenti nuovi alla nostra civiltà.

C’è da leggere Armi, acciaio e malattia, per comprendere che guerre e pestilenze ci hanno portato a quel che siamo ed hanno favorito la nostra evoluzione.

Ripartire dal progetto

Voi come state ripartendo? Quale riflessione vi state portando dietro da questo 2020 così agitato? Io, per esempio, sono ripartito e sto ripartendo dall’inizio.

Dopo la brutta sbandata di inizio anno ho ripreso vecchi progetti, arricchiti di esperienza e di resilienza.

Il vantaggio di avere un progetto è proprio questo.

Con il trascorrere del tempo, capita di sbagliare strada, di allungare percorsi che in quel determinato momento pensiamo siano giusti, corretti, più vantaggiosi. Capita. A volte si viene sommersi dalle cose da fare e si perde anche la retta via. Sbagliare è umano. Così come correggere la rotta è umano.

Avere un progetto ti rimette in sesto quando cadi. Rivedi da dove sei partito, quali erano gli obiettivi iniziali e nel tempo puoi vedere cosa è andato storto e cosa ha funzionato. Avendo un progetto ci si rialza meglio, si può riprendere e ripartire con tutta l’esperienza acquisita.

L’essenziale

Il sito è ritornato ad essere un blog. È sempre stato un blog. In questi 5 anni (ci avviamo a festeggiare il sesto anno) non è cambiato quasi nulla. Ogni settimana si trova un contenuto nuovo. E cosa c’è di meglio di un tema WordPress, il re dei blog? Inutile aggiungere fronzoli.

Un blog secco dedicato a chi ha interesse a parlare di architettura dell’informazione, relazioni, contesti, sonorità, assistenza vocale e progettazione di chatbot e interfacce vocali e conversazionali.

Sto riportando tutto all’essenziale, l’essenziale necessario, che per me è la scrittura.

Le relazioni

Su Facebook ho cancellato oltre mille contatti. Ho cancellato tutto quello che era malsano. Una mia amica mi ha invitato alla ricerca di persone partorienti.

Persone che fanno nascere idee, pensieri positivi, persone con prospettive, sogni, visioni a lungo termine.

E di relazioni sane abbiamo tutti bisogno. Per questo motivo continuerà la rubrica delle interviste. Mi piacerebbe dare spazio ai giovani, ai ragazzi appena usciti dal master in architettura dell’informazione. Ci proverò.

E per il 2021?

Non mi aspetto niente di buono per il 2021. Ci sarà ancora tanto dolore da gestire. Ho intorno persone anziane, persone fragili, a rischio. Ho paura per loro.

Senza contare la crisi economica che incombe nelle città, nella vita quotidiana delle persone. I soldi che arriveranno per la ricostruzione impiegheranno molto tempo prima di arrivare sulle tavole degli italiani.

Se siamo qui, io a scrivere e voi a leggere, ci troviamo in una condizione di privilegio, che voglio rispettare.

Il blog del nuovo anno

Il blog continuerà con maggiore cura dei contenuti che daranno risposte a domande precise. Mi piacerebbe avere un anno pieno di domande e di risposte. Anche per gli altri progetti personali di cui vorrei parlare anche ai lettori di questo blog.

A febbraio terrò un corso su radio, audio e podcasting per ragazzi di scuola superiore secondaria. Ci sto lavorando. Come a dire che si riparte nuovamente dalle origini.

Qualche sfida

Poi per il 2021 raccolgo qualche sfida.

La prima è quella consigliata da Massimo Curatella di scrivere mezzo milione di parole in un anno. Si tratta di un esercizio che non molti sono in grado di portare a termine. Io non ho mai contato le parole, so che dedico molto tempo alla scrittura, ma non sono costante. Ci provo.

Anni fa, Nik, un ragazzo che frequentava la radio, si pose come sfida quella di pubblicare ogni giorno una foto. 365 foto in un anno. Dopo quell’esperienza avviò la sua carriera di fotografo. Oggi è un fotografo.

Ci sarebbe anche la sfida dei video. Non uno al giorno, per carità. Ma sto facendo qualche considerazione e forse non c’è una ragione vera per non affrontare la sfida. Chi vivrà vedrà.

Una borsa degli attrezzi

Anche se tutto intorno è tragedia, possiamo sempre aggrapparci a noi stessi, fare affidamento ai nostri sogni, alle nostre speranze, alla nostra Fede se siamo credenti.

Chi mi segue sa che ho cara questa espressione. Una borsa degli attrezzi ben solida aiuta chiunque.

Ed è con questa borsa degli attrezzi a tracolla che vivrò, per quanto possibile questo 2021 che sta per arrivare.

Buone feste e Buon Anno!

A voi, lettori e amici, auguro un 2021 splendente. Godetevi quello che avete e apprezzatelo, sempre! Buone feste!

Buone feste!

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